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L'albero di Guernica

Regia di Fernando Arrabal vedi scheda film

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La recensione su L'albero di Guernica

di sasso67
8 stelle

L'albero di Guernica (come pianta) è una quercia, che fu l'unica cosa rimasta in piedi dopo il terrificante bombardamento della cittadina basca ad opera dell'aviazione nazista (immortalato da un celebre dipinto di Picasso), durante la Guerra Civile Spagnola. Rappresentò anche l'ultimo brandello di speranza per una vittoria repubblicana contro i fascisti. Naturalmente, ad Arrabal, che è un fuoriuscito spagnolo ed a suo modo un surrealista, non interessa indagare sulle cause della sconfitta del fronte repubblicano: egli accenna ad una generica superiorità in uomini e mezzi, dovuta all'appoggio delle Germania nazista e dell'Italia fascista (in realtà il governo legittimo ebbe notevoli aiuti militari dall'Unione Sovietica staliniana, seppure a caro prezzo), senza menzionare le divisioni all'interno delle "sinistre", tra stalinisti, trotzkisti ed anarchici, che condussero alla catastrofe. L'intento di Arrabal è di coltivare la speranza nella lotta contro le dittature, mettendo al contempo in una luce sinistra e grottesca il regime franchista: a questo proposito vi sono scene significative, come quella in cui Onesimo in divisa da falangista si scambia il copricapo con un prete, mentre quest'ultimo gli lecca la faccia, oppure quella del processo farsa al maestro elementare, condannato a morte per omicidio, anche dopo che la presunta vittima si è presentata in tribunale. Lo stile cinematografico di Arrabal è molto simile a quello - per chi li abbia visti - dei film di Jodorowsky (che, tuttavia, ha un andamento più onirico e un sottofondo più filosofico), e le simbologie abbondano, come dimostrano i nani martirizzati e crocifissi, come simbolo di una Spagna violentata e poi proposta all'estero sotto la forma del suo folclore, come dimostra la tremenda pantomima della corrida con il toro sostituito da un nano legato a una carriola. Un film imperfetto ma interessantissimo. Brava, come quasi sempre, e qui anche bella, Mariangela Melato in un ruolo da pasionaria della resistenza al fascismo.

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