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The Forest of Love

Regia di Sion Sono vedi scheda film

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AndreaVenuti

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La recensione su The Forest of Love

di AndreaVenuti
8 stelle

The Forest of Love è un film giapponese del 2019, diretto da Sono Sion. Il film è distribuito da Netflix (in Italia sottotitolato).

 

Sinossi: Tre giovani filmmaker fortemente determinati a realizzare il loro primo capolavoro, si troveranno coinvolti nella turbolente relazione amorosa tra la giovane Mitsuko ed il truffatore Murata. I giovani ad un certo punto decidono di realizzare una sorta di biopic sulla vita di questa strana coppia ma ripresa dopo ripresa il film si rivelerà essere una trappola mortale...

locandina

The Forest of Love (2019): locandina

Un po' a sopresa l'ultimo film del maestro Sono Sion viene distribuito in esclusiva da Netflix; certo Sion non è l'unico autore giapponese ad essere approdato su questa piattaforma, pensiamo ad esempio a L'Immortale di Miike, tuttavia ciò che sorprende è la totale libertà creativa data al regista.

Sono Sion qui è liberissimo di esprimere tutto il suo estro creativo ed il regista non se lo lascia ripetere due volte, realizzando una sorta di summa del suo cinema dove emerge un certo sguardo sull'umanità ancora più disilluso e nichilista del solito; un vero e proprio pugno nello stomaco dato allo spettatore che non troverà mai una minima catarsi, presente invece in altri film del regista come Love ExposureHimizu o Tag.

 

The Forest of Love si apre con un servizio giornalistico che parla di un serial killer ignoto che uccide giovani donne con colpi di pistola. L'opera prende quindi spunto da una storia vera tuttavia la questione del killer per quanto sia più volte richiamato oltre ad essere parte attiva della narrazione, si rivelerà solo un pretesto; un MacGuffin 2.0 utilizzato da Sion per parlarci in realtà di tutt'altro spaziando dal triste "fenomeno" dei suicidi giovanili, al metacinema fino ad arrivare all'analisi di vari comportamenti sessuali.

scena

The Forest of Love (2019): scena

The Forest of Love è tra i film più complessi e stratificati di Sono Sion (prendendo in considerazione l'ultimo periodo); una sorta di Love Exposure forse un po' troppo prolisso.

Durante la visione si percepisce la volontà del regista di far conoscere a più persone possibili la sua idea di cinema, quindi è chiara la volontà di Sion di sfruttare a pieno le potenzialità di Netflix, ma il tutto potrà risultare leggermente ridondante a coloro che già conoscono la poetica dell'autore, certo il film rimane ugualmente interessante e presenta diversi elementi meritevoli d'attenzione.

 

Innanzitutto notevole l'aspetto metacinematografico messo in scena dal cineasta; Sono Sion fin dall'inizio avvia una sorta di meta-cinema via via sempre più articolato e disposto su più livelli. Poco dopo l'incipit vedremo tre giovani pischelli pieni di energia, il cui obiettivo è realizzare il film della vita e vincere il rinomato Pia Film Festival.

Già da qui è possibile comprenderne le diverse sfumature, infatti il tutto richiama sia alcuni film precedenti del regista dal suo esordio Bicycle Sighs fino al più recente Why Don't You Play In Hell sia un aspetto dela vita reale di Sion in quanto la sua carriera da regista è iniziata ufficilalmente dopo aver ottenuto una borsa di studi proprio dal Pia Film Festival (con la quale ha realizzato il suo primo lungometraggio).

 

Visto la passione di alcuni protagonisti non mancheranno ovviamente citazioni cinematografiche, dai Fratelli Coen a Jane Fonda fino ai giapponesi Akira Kurosawa, Nagisa Oshima oppure l'avanguardista Shuji Terayama (stimatissimo da Sion).

Ad un certo punto però le cose si complicheranno a macchia d'olio [vediamo un film con persone che stanno facendo un film sul film che noi stiamo vedendo] con il regista che propone una riflessione importante, ossia fin dove si è disposti ad arrivare pur di realizzare il film della vita?.

A questo punto l'opera incomincerà a prendere una certa deriva nichilista dove l'estrema violenza fisica e visiva (corpi letteralmente smembrati alla Cold Fish) si alterna a quella psicologia e sociale.

scena

The Forest of Love (2019): scena

Un altro tema dominante del film riguarda l'interpretazione del sesso.

Mitsuko subito dopo aver rievocato un episodio drammatico della sua vita praticherà autoerotismo quasi per dimenticare il tremendo passato, ma le cose cambieranno nel finale che per ovvie ragioni non spiego.

Discorso completamente diverso per la compagna di classe Taeko la quale va a letto con chiunque poichè deve rispettare una sorta di fioretto, quindi sesso e religione vanno in questo caso di pari passo.

Infine non possiamo non citare Murata, personalità contorta e difficile da decifare; per lui il sesso è quasi un bisogna primario, senza non riesce a vivere ma allo stesso tempo è uno strumento utile a definire la sua personalità e status sociale.

 

Oltre al sesso, un altro tema fondamentale è la famiglia disfunzionale.

Mitsuko è una ragazza con gravi problemi relazionali e la colpa va ricercata nella famiglia.

La madre è una donna severa ed autoritaria, tuttavia dopo il tradimento del marito deciderà di sottomersi a lui. Il padre non meno severo è pure manesco, inoltre per lui l'immagine pubblica è tutto ed infatti dopo il tentato suicidio di Taeko si dispera non per le condizioni della giovane ma poichè il suo status di cittadino/genitore modello rischia di essere comrpomesso agli occhi della società. Infine la sorella minore abbandonata a se stessa vista sua essenza esuberante ed anticonvenzionale, si trasformerà in un soggetto sprezzante e privo di morale.

scena

The Forest of Love (2019): scena

Valido e diversificato anche lo stile tecnico.

inizilamente Sion propone un approccio underground con macchina a mano e montaggio discontinuo, in seguito la regia si posizionerà su canali canonici, distinti però da soluzioni ardite dall'inquadature a piombo atte ad evidenziare lo smarrimento dei personaggi fino a scene splatter ultra-pop da far invidia al maestro del gore Yoshihiro Nishimura.

Nel film troveranno spazio anche siparietti canori surrealisti e grotteschi, tra cui impossibile non citare la scena in cui Murata si esibisce in un club pieno zeppo di persone che si riveleranno tutte sue ex truffate ma ancora fatalmente attratte dall'uomo.

scena

The Forest of Love (2019): scena

Sono Sion approda su Netflix con un film disturbante, sicuramente non adatto a tutti ma merita la visione per cercare di comprendere la sua idea non soltanto sul cinema ma su un mondo ormai alla deriva.

 

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