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Condominio

Regia di Felice Farina vedi scheda film

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La recensione su Condominio

di LorCio
7 stelle

Regista sfortunato quanto buona parte dei suoi film, Felice Farina può vantare nel suo striminzito quanto interessante curriculum un’operina deliziosa come questa commedia drammatica amarognola e garbata. Al centro della scena c’è, come esplicitamente ci dice il titolo, un condominio enorme della periferia romana, al cui interno vive una variegata umanità di gente che ha sempre contato solo su se stessa o sulla propria famiglia.

 

Il film di Farina, quindi, è innanzitutto un film corale che conta sul perno recitativo di un Carletto Delle Piane umile e dimesso (con un guizzo di orgoglio rabbioso quando sfuria contro il condomine più arrogante) e su uno stuolo di interpreti che ben si accordano alle tonalità agrodolci dell’autore: per fare qualche esempio, Roberto Citran e Nicoletta Boris formano una perfetta (mancata) coppia di persone sgualcite dalla vita, Ottavia Piccolo aspetta in eterno che il grande amore bussi alla porta del suo negozio e Ciccio Ingrassia disegna con finezza e malinconia il ritratto di un pensionato dell’Arma d’altri tempi, con una sequenza memorabile nel momento in cui si accorge di essere rimasto solo (David di Donatello per l’ultima, grande interpretazione di questo attore con i controfiocchi).

 

In secondo luogo, Condominio è un apologo sulla ricerca della solidarietà, una specie di parabola ai margini della metropoli in cui si tenta di trovare il significato di parole (tolleranza, concordia, partecipazione) che sembrano (o sono) smarrite dal linguaggio comune della nostra quotidianità. E, in ultimo, è un film in cui non accade pressoché nulla (l’evento più destabilizzante è la votazione per l’installazione dei citofoni) e che racconta con efficacia la quotidianità di coloro che non salteranno mai agli onori della cronaca, nonostante la televisione (nella fattispecie Antonio Lubrano, in un funzionale appoggio) si interessi alle vite (sensazionali) delle persone normali. Un film fatto di persone normali, appunto, con problemi normali, in situazioni normali.

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