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La notte dei morti viventi

Regia di George A. Romero vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su La notte dei morti viventi

di FABIO1971
10 stelle

Una strada di campagna, una grigia domenica pomeriggio, un'automobile che arriva in un cimitero: sono Johnny (Russell Streiner) e Barbra (Judith O'Dea), fratello e sorella, tre ore di viaggio da Pittsburgh per commemorare la tomba del padre. Li accoglie un silenzio spettrale, rotto soltanto da qualche minacciosa avvisaglia di un temporale. Johnny ha fretta di ripartire, nota un uomo dall'andatura caracollante che si avvicina verso di loro, scherza con Barbra:
"Ricordi quando eravamo piccoli e abitavamo qui attorno? Fu proprio da laggiù in fondo che saltai fuori da dietro un albero facendoti paura e il nonno, arrabbiato, mi disse: "Tu finirai all'inferno, ragazzo". Sì, proprio da là in fondo... Mi faceva paura questo posto".
"Johnny!".
"Hai ancora paura?".
"Basta, adesso... Piantala!".
"I morti ti prenderanno, Barbra...".
"Smettila, sei un ignorante!".
"Ti prenderanno, Barbra...".
"Su, andiamo, non fare il bambino".
"Attenta, ti prenderanno! Guarda, eccone uno che arriva...".
"Bada che ti sente".
"Eccolo! Eccolo! Io me la batto...".
"Johnny!".
Ma non si tratta di uno scherzo, perchè l'uomo li aggredisce sul serio: Johnny, nella colluttazione, sbatte la testa su una lapide, con lui fuori gioco l'uomo si accanisce contro Barbra, che riesce fortunosamente a chiudersi in macchina. Poi, abbandonato il veicolo, si rifugia in una casa apparentemente deserta, si barrica all'interno perchè l'uomo l'ha inseguita, cerca di telefonare ma le linee sono isolate. Al calar delle tenebre si accorge che i misteriosi assalitori sono aumentati, gira per la casa in cerca di un'ancora di salvezza a cui aggrapparsi, scopre al piano superiore un cadavere orrendamente decomposto, fugge all'esterno in preda al panico. La soccorre Ben (Duane Jones), un uomo appena arrivato su un camioncino, che la riporta dentro casa e la tranquillizza: "Coraggio, ci penserò io a quelli. Il guaio è che prima o dopo ne arriveranno altri". Il camioncino, però, è senza benzina, ma Ben non ha dubbi: "Dobbiamo andarcene via, in un posto dove ci sia altra gente". Barbra, terrorizzata, domanda inutilmente qualche spiegazione, ma neanche il suo soccorritore ha idea di che cosa stia accadendo. Il numero dei raccapriccianti assalitori, intanto, continua ad aumentare: barricati in casa, Barbra e Ben sperano che prima o poi qualcuno giunga a salvarli, sanno soltanto che quei "mostri" là fuori temono il fuoco, cercano un paradossale conforto l'uno nell'altro raccontandosi le reciproche e traumatiche esperienze appena vissute. Finalmente la radio riprende a trasmettere, diffondendo un comunicato: "A causa della situazione d'emergenza e del pericolo a cui si trova esposta la vita di un incalcolabile numero di cittadini, questa stazione radio terrà aperti i suoi microfoni 24 ore su 24. Assieme a centinaia di altre stazioni di tutte le parti del Paese e alle principali reti televisive, faremo del nostro meglio per tenere informati gli ascoltatori di minuto in minuto circa gli sviluppi della situazione. Per il momento, a quanto risulta dai fatti, il Paese è sommerso da un'ondata di omicidi commessi da un esercito di non meglio identificati assassini. Gli omicidi hanno luogo in città, nei villaggi, in aperta campagna, senza che essi appaiano minimamente giustificati: sembra l'esplosione di una vera e propria follia delinquenziale. Abbiamo raccolto qualche descrizione dei responsabili, che, a detta dei testimoni, hanno l'aspetto di persone normali, per quanto diano l'impressione di agire in stato di trance. Non siamo pertanto in grado di dire quali siano le misure da prendere per difendersi da questi cosiddetti mostri: le stesse autorità competenti, di fronte all'eccezionalità del caso, dimostrano di essere del tutto disorientate e non ci risulta che finora sia stata presa una qualche iniziativa per controllare il diffondersi del fenomeno. Polizia, pompieri ed organizzazioni sanitarie sono letteralmente paralizzate dal volume delle chiamate di soccorso: corre voce che in vari Stati si stia considerando l'opportunità di mobilitare la Guardia Nazionale, ma tale supposizione non ha avuto fino a questo momento alcuna conferma ufficiale. L'unica dichiarazione che la stampa è riuscita ad ottenere dalle autorità è il consiglio di non muoversi dalle proprie abitazioni, di non azzardarsi assolutamente ad uscire all'aperto fino a che non sarà spiegata la natura di questi eccezionali avvenimenti e non sarà stabilita una precisa linea di condotta. A questo riguardo vi preghiamo di voler rimanere in ascolto sulle vostre abituali stazioni per poter tempestivamente conoscere le eventuali comunicazioni delle autorità. Gli operai e gli impiegati sono stati invitati a rimanere ai loro posti di lavoro, evitando di tentare in alcun modo di raggiungere le loro abitazioni: malgrado ciò, però, le strade purtroppo risultano ancora molto affollate e noi, quindi, ci associamo nell'esortare i cittadini a non muoversi dai luoghi in cui si trovano attualmente. Per il momento è l'unico sistema di difesa che appaia veramente efficace". La radio spiega anche che alla Casa Bianca è stato appena convocato un vertice tra politici e scienziati e che il fenomeno si è finora diffuso soltanto negli Stati Uniti Orientali, risparmiando le zone occidentali del Paese. Ben e Barbra scoprono poi, improvvisamente, di non essere soli in casa: altre persone, infatti, si erano rifugiate in cantina rimanendo nascoste fino a quel momento. Si tratta di Harry (Karl Hardman), di sua moglie Helen (Marilyn Eastman) e della loro figlia, la piccola Karen (Kyra Schon, figlia di Karl Hardman anche nella realtà), gravemente ammalata, oltre ad un'altra coppia, Tom (Keith Wayne) e Judy (Judith Ridley): sono tutti ugualmente impauriti e devastati dall'orrore, specialmente Harry, che preferirebbe restare rintanato in cantina perchè convinto che sia l'unico luogo inviolabile della casa. Per questo motivo appare agitato, nervoso, ovviamente terrorizzato, rivelandosi odioso anche agli occhi degli altri: sarà Helen a ricondurlo a più miti consigli e a riuscire a calmarlo. Trovano un televisore, lo sintonizzano su un agghiacciante telegiornale: "È stato appurato che le persone morte nelle ultime ore sono tornate in vita e sono le responsabili degli omicidi". Morti viventi, quindi, e non più "mostri". Le autorità hanno allestito un'ampia rete di centri di accoglienza e soccorso distribuiti sul territorio, ora il consiglio per i cittadini è di rifugiarsi in quello più vicino. I giornalisti, invece, ipotizzano una spiegazione al raccapricciante fenomeno: "Perchè i nostri esperti spaziali sono stati consultati su una questione che riguarda strettamente la Terra? A quanto pare l'unica risposta plausibile è collegata al recente invio di una sonda sul pianeta Venere: la sonda, come ricorderete, ripartì da Venere ma non tornò sulla Terra. Questo veicolo spaziale fu, infatti, intenzionalmente distrutto dalla Nasa allorchè gli scienziati si resero conto che esso emanava delle misteriose radiazioni. Possono essere in qualche modo tali radiazioni la causa dell'attuale catastrofe?". Decidono di raggiungere al più presto Willard, la cittadina dove si trova il centro di soccorso a loro più vicino, anche perchè la piccola Karen ha urgente bisogno di cure mediche. Il piano è semplice: Ben e Tom, armati di bombe molotov per farsi strada tra gli assalitori, andranno in cerca della benzina per il camion, mentre tutti gli altri li attenderanno barricati in casa. All'ultimo istante si unisce ai due anche Judy, che non vuole lasciare solo il suo amato Tom: riescono a raggiungere la pompa di benzina, ma il loro tentativo fallisce drammaticamente. Il camion si incendia, Tom e Judy muoiono nell'esplosione e soltanto Ben, dopo che le orde fameliche di morti viventi si sono scagliate sui cadaveri dei suoi compagni divorandone ogni brandello di carne, riesce a scampare alla loro furia omicida rifugiandosi miracolosamente in casa. Avrebbero un'ultima possibilità (l'automobile di Barbra, abbandonata nei pressi del cimitero), ma l'assedio è ormai divenuto talmente furibondo da impedire loro una qualsiasi contromossa. Crollano: Harry, sempre più terrorizzato, aggredisce Ben, che è costretto ad ucciderlo, mentre sua figlia Karen si trasforma in zombie e massacra sua madre dopo essersi già cibata delle carni del padre. La sorte di Ben e Barbra non sarà migliore: Barbra finisce preda proprio del fratello Johnny, trasformatosi anche lui giusto in tempo per unirsi alla schiera di barbari assalitori, mentre a Ben non resta che chiudersi a chiave in cantina. All'alba arrivano gli elicotteri: i morti viventi sono fuggiti, le forze dell'ordine setacciano la zona, Ben abbandona il suo nascondiglio in cantina per raggiungerli, si avvicina alla finestra per assicurarsi che non ci sia pericolo, viene avvistato dai cecchini della polizia e muore sul colpo, freddato da una fucilata in fronte. Le fotografie sgranate dei giornali, sulle cui immagini scorrono i titoli di coda, ne mostreranno il corpo uncinato ed accatastato su un carro insieme agli altri cadaveri. Poi, un'ultima inquadratura: quello stesso carro, divorato dalle fiamme sotto l'identico cielo grigio dell'incipit. Folgorante esordio alla regia di George A. Romero, capolavoro horror a basso costo (114000 dollari di spese per quasi 30 milioni di incasso, fotografia, a nome The Latent Image Inc., dello stesso Romero, colonna sonora saccheggiata dagli archivi della Capitol Records) liberamente ispirato a Io sono leggenda di Richard Matheson e realizzato da una compagnia di amici tuttofare (la Image Ten Production, tra cui figuravano, oltre a Romero e al co-sceneggiatore John A. Russo, anche alcuni attori del film, coinvolti anche per altri incarichi, dal trucco agli effetti sonori). Atmosfere allucinate, angosciante crescendo di tensione, improvvise deviazioni splatter, atrocità cannibalesche, immerse tra sottotesti politici, inquietanti ribaltamenti di prospettive e magistrale, nonostante la povertà dei mezzi a disposizione, raffinatezza stilistica. La notte dei morti viventi esibisce con travolgente sovversività la sua aura maledetta e il suo status di opera seminale e dalle innumerevoli e metaforiche chiavi di lettura: un film che diventa cinema, non solo il cinema del suo autore e non solo nei ristretti limiti del genere horror, un teorema estetico sul degrado etico dell'arte, del cinema, delle immagini, della società, della morale/ità, della giustizia, di ogni valore costituente una comunità civile, aggrediti, corrotti e divorati dalla mercificazione consumistica, dalla ricerca spasmodica di un nutrimento sempre maggiore, cibo, anzi benzina (quella benzina così disperatamente necessaria ai protagonisti del film) per corpi incancreniti, indifferentemente prede o cacciatori ma tutti, sempre, in fuga, un'esaltante e raffinatissima evoluzione stilistica dell'horror da studio psicologico sul potere evocativo della fantasia a manuale pratico sull'angosciante insostenibilità della rappresentazione/metaforizzazione della realtà. Romero è un cinico, disincantato, serenissimo pessimista, come Peckinpah, come Hellman, come Rafelson, come chi, nel cinema americano di quegli anni, tentava di scuotere nello spettatore il torpore della propria coscienza critica specchiandola nell'evidenza di una realtà moribonda. Predicatori apocalittici? Sì, ma di un cinema, un'arte, una società, un mondo liberi dai mostri. E quindi, ormai, morti (viventi).

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