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The Truman Show

Regia di Peter Weir vedi scheda film

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La recensione su The Truman Show

di GIANNISV66
10 stelle

Un film profetico, sembra la definizione migliore per The Truman Show. All'alba del successo del reality come format televisivo, Peter Weir racconta una vicenda che fa dell'intromissione continua nella vita privata altrui attraverso le telecamere il suo punto di forza, in anticipo su “Grandi Fratelli” e “Isole dei più o meno famosi”.
Ma questa a mio avviso è solo l'apparenza. Prendendo le mosse dal Grande Fratello (quello vero, di George Orwell), il regista australiano mette in scena una storia sullo strapotere televisivo e dell'immagine.
Deus ex machina della faccenda è Christof (Ed Harris, nominato all'Oscar per questa sua interpretazione) inquietante personaggio che decide di costruire il più grande show del secolo “adottando” un bambino frutto di una gravidanza indesiderata e costruendogli intorno un mondo fasullo dove tutto scorre liscio come l'olio e ogni accadimento viene regolato sulla voglia di certezze del pubblico televisivo.
Il bambino cresce e diventa un uomo sotto gli occhi di milioni di spettatori e intorno a lui cresce la finta cittadina di Seahaven. Si chiama Truman, da true man “uomo vero”, l'unico personaggio genuino in mezzo a un ambiente di persone che non sono quello che lui crede che siano.
Ma anche, azzardo, Truman come Man of the Truth, “l'uomo della verità”. Perché il Truman adulto non si accontenta più del suo mondo fatto di sicurezze tanto piacevoli quanto finte, coglie gli indizi che fioccano sempre più numerosi intorno a lui e si rende conto di vivere in uno scenario dipinto a bella posta, finendo davvero con l'essere l'uomo della verità, colui che vuole scoprire cosa si nasconde dietro la facciata.
Truman rinuncia a una vita di tranquillità e di giornate soleggiate, non si accontenta del paradiso che il destino gli ha riservato e decide di rinunciare a tutto per andare verso un qualcosa di molto meno rassicurante ma decisamente più reale.
Molteplici gli spunti che ci vengono da questa pellicola, che all'uscita qualcuno qualificò nel genere “commedia”. Raramente si prese una cantonata più grossa, la commedia non esiste, è solo di facciata,come i sorrisi continui che gli abitanti (finti) della (finta) Seahaven continuano a rivolgere al protagonista anche quando ne è evidente l'intenzione di fuga.
Dunque nessuna commedia, siamo piuttosto in dramma fantascientifico sulla manipolazione dell'uomo e la distorsione della realtà, un dramma che per temi trattati (non certo per stile però) sembra uscito dalla penna di Philip K. Dick (ed è risaputo che questo film è stato spesso accostato proprio a un racconto dello scrittore, Time out of Joint).
Peter Weir imbastisce dunque questa "falsa commedia" per raccontare una storia inquietante senza essere spaventosa, e noi che la seguiamo finiamo per entrare in sintonia col suo protagonista e alla fine ci sentiamo un po' Truman Burbank anche noi. Quanto volte nella nostra esistenza quotidiana siamo circondati da facce fintamente sorridenti che nel tentativo di comunicarci rassicurazione ottengono invece l'effetto di farci sentire i sintomi di una realtà fasulla? La verità (The Truth) è che spesso e volentieri abbiamo l'impressione di avere a che fare con attori e non con esseri umani, e la stessa sensazione rischiamo di trasmetterla noi agli altri, chiusi come siamo nel nostro cerchio, nel desiderio di mantenere il nostro piccolo “porto sicuro” (questo significa “Seahaven”)
Il lavoro di Peter Weir dunque è un dramma sulla solitudine umana e sull'anelito (magari nascosto e chiuso in un angolo) di ogni essere umano di avere solo sincerità da parte degli altri, e al tempo stesso sul pericolo per ognuno di noi di non avere abbastanza coraggio per essere ciò che veramente siamo,  finendo così per accontentarci di recitare una parte nel teatrino della vita.
Il fatto che, all'interno del film, gli spettatori del Truman Show alla fine decidano di rinunciare al loro “mondo” fasullo, che seguono quotidianamente sugli schermi televisivi, e facciano un tifo da stadio perché il loro beniamino trovi la forza per andare fino in fondo alla sua ricerca è la dimostrazione di quanto il regista abbia ben compreso i meccanismi profondi dell'animo umano.
Un grande film forse non del tutto compreso.

Sulla trama

Frase preferita di Truman “Buongiorno...e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte! “
 
 
Christof parla di Truman:
“Potrebbe andarsene quando vuole. Se fosse qualcosa di più di una vaga aspirazione, se fosse assolutamente determinato a scoprire la verità, noi non potremmo fermarlo..... Truman preferisce la sua cella!”
 
Dialogo fra Truman e Christof:
“- Truman, parla ti ascolto.
- Chi sei tu?
- Sono il creatore di uno show televisivo che da speranza, gioia ed esalta milioni di persone.
- E io chi sono?
- Tu sei la star!
- Non c'era niente di vero...
- Tu... eri vero! Per questo era così bello guardarti! Ascoltami Truman: là fuori non troverai più verità di quanta non ne esista nel mondo che ho creato per te... le stesse ipocrisie, gli stessi inganni... ma nel mio mondo tu non hai niente da temere... io ti conosco meglio di te stesso!
- Non ho una telecamera nella testa!
- Tu hai paura... per questo non puoi andare via. Stai tranquillo... ti capisco. Ho seguito ogni istante della tua vita. Ti ho seguito quando sei nato. Ti ho seguito quando hai mosso i tuoi primi passi. Ti ho seguito nel tuo primo giorno di scuola. Il momento in cui hai perso il tuo primo dentino... come fai ad andartene? Il tuo posto è qui, con me! Dai... dì qualcosa... accidenti Truman, vuoi parlare?, siamo in televisione! Sei in diretta mondiale!
- Casomai non vi rivedessi... buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”

Su Peter Weir

Regia di grande personalità, non lo scopriamo certo con questo film ma mi permetto di affernare che qui raggiunge uno dei picchi della sua carriera

Su Jim Carrey

Abbandonati i panni dell'istrione fuori di testa che non me lo avevano certo reso simpatico, dimostra di avere carattere e qualità recitative indubbie. Questa pellicola ha rappresentato sicuramente una svolta nella sua carriera.

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