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L'odore della notte

Regia di Claudio Caligari vedi scheda film

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La recensione su L'odore della notte

di tafo
7 stelle

Non solo il poliziotto è marcio.

La droga del poliziotto Remo Guerra sono le rapine. Ognuno ha le sue “ ragioni” per fare quello che fa, portare la violenza della borgata nella Roma-bene è un obiettivo esistenziale prima che economico per il nostro. Rubare ai ricchi per prendere le briciole di una fortuna totalmente fuori dalla portata di questi Robin Hood di periferia. Bisogna correre veloci in auto prima di individuare le possibili prede. Bisogna essere rapidi e convincenti una volta che si sono scovate bisogna spaventarle ma non ucciderle. Io non ti uccido e ti faccio meno male possibile se tu mi dai quello che voglio, se tu non reagisci tutto finisce subito, se no peggio per te se ti farai male. l’azione è l’unica cosa che conta per questo appartenente alle forze dell’ordine che non digerisce nessuna autorità e gli piace invece creare disordine, portare paura nelle case dei borghesi che hanno scheletri non solo negli armadi. Gli altri rubano per i soldi per vivere senza lavorare, il loro cartellino lo timbrano ogni volta che tramonta il sole e comincia la loro caccia. Remo il capo si sente vivo solo quando non deve pensare a quello che vede nello specchio , l’adrenalina di quelle uscite lo risucchia di nuovo ogni volta che cerca di uscirne con una ragazza o comprando un bar. Egli come Travis non riesce a dormire il suo “eroismo” consiste nel rischiare la vita o l’arresto ogni volta che entra nelle case di qualcun altro. Un film che fila via come un poliziottesco che non dimentica i problemi etici del noir, che  tra una citazione del cinema di Martino e le stecche di Little Tony ci sbatte in faccia tutta la sua cruda violenza senza filtri. Opera che parte dalle voci della coscienza per arrivare alla schiettezza del cinema di genere. La faccia genuina e realmente pasoliniana del Rozzo e la guerra personale contro il mondo di Remo. Un film che riflette e colpisce.

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