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La ballata dei lavavetri

Regia di Peter Del Monte vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su La ballata dei lavavetri

di bufera
6 stelle

Film allegorico, con pretese autoriali di Peter Del Monte, che ha fatto di ben meglio, che racconta le vicende di una famiglia polacca.

Locandina La ballata dei lavavetri                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              La ballata dei lavavetri è un film italiano del 1998 diretto da Peter Del Monte. Il soggetto è tratto dal romanzo di Edoardo Albinati Il polacco lavatore di vetri ed è stato adattato liberamente dal regista Del Monte con Sergo Bazzini e Dominik Wieczorkowski.

 

 

Alla fine degli anni Ottanta una famiglia polacca arriva a Roma in attesa di ottenere il visto per il Canada. Per poter sopravvivere tutti si ingegnano in piccole attività. Il capofamiglia, Janusz (Romuald A. Klos) lava i vetri delle macchine ferme al semaforo insieme al fratello Zygmunt e al figlio Rafal ( Kim Rossi Stuart ). Helena, la sua nuova compagna, e la figlia Justyna sono assunte da una famiglia come lavoratrici domestiche. Improvvisamente Janusz scompare senza lasciare traccia di sé.

 

 

In seguito a questo fatto la famiglia comincia a disgregarsi. Zigmunt si dà all'alcol e, mentre vagabonda sotto i ponti, vede apparire il Papa che gli parla e lo rimprovera perchè beve. Un altro polacco da tempo a Roma, Pawel, fa entrare il giovane e introverso Rafal in 

un giro di malavita. Durante uno di questi 'lavoretti', esplodono contrasti e violenza, e Rafal finisce, quasi inconsapevolmente, con l'uccidere un boss napoletano caduto a terra in una rissa.

 

Justyna, mentre torna a casa di sera, viene avvicinata da due ragazzi che le offrono un passaggio. Quando la ragazza capisce le loro vere intenzioni scappa ma cade e, battendo la testa, muore.Poco dopo lei appare in cielo sopra Castel Sant'Angelo al più giovane e turbato dei  suoi inseguitori. Intanto Rafal si è rifugiato a casa di una prostituta, conosciuta tempo prima, ma, dopo averla derubata, se ne va. Zigmunt, sempre nell'ebrezza dell'alcool, sogna di essere a casa, in un locale dove si mangia e si balla allegramente.........

 

Ci si trova di fronte a un cinema d'attualità (l'immigrazione clandestina) complicato da una serie di allegorie eccessive e mal integrate nel racconto che non riesce, almeno per chi scrive, a suscitare un adeguato coinvolgimento e  commozione, nonostante la tristezza dei fatti e la più che volonterosa prestazione degli attori tra i quali un discreto giovanissimo Kim Rossi Stuart.

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