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Maternal

Regia di Maura Delpero vedi scheda film

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La recensione su Maternal

di gaiart
6 stelle

Tre donne diverse che influenzeranno reciprocamente le loro vite e il loro rapporto con la maternità, si confrontano in dialoghi che sembrano tra voci, cuori e sentire diversi. Il film non è un capolavoro, nonostante tocchi dei punti nevralgici sulle fragilità che riguardano rapporto tra madre, figlia, abbandono, presenza, assenza.

Quando di Maternal rimane solo l'aggettivo

Argentina. Un hogar ospita giovani ragazze madri con i loro figli abbandonate da uomini deboli o violenti e raccolte da suore. Tra queste Suor Paola, (Lidiya Liberman) una giovane e bella novizia, appena arrivata dall'Italia, si prenderà cura con un affetto particolare di una delle bambine, la bravissima Nina che la madre vera, abbandona a se stessa, fuggendo durante la notte per inseguire l'ennesimo fidanzato di strada.  Fati e Lu, entrambe diciassettenni, sono bambine bruscamente trasformate in madri e mentre una accoglie la dura verità, l'altra la refugge.

Questo Hogar, un centro religioso italo-argentino per ragazze madri, è un luogo paradossale in cui la maternità precoce di giovani ragazze madri, convive con il voto di castità delle suore che le hanno accolte. Tra rigide regole e amore cristiano, le ragazze sexy e giovani hanno desideri, fisicità prorompente, ballano, urlano, litigano, fanno la ceretta e si dipingono le unghie opponendo completamente questa carnalità all'abito tonacale, ai costumi morigerati, ai toni silenziosi e intimi delle suore. Sembrano due mondi totalmente divergenti e contrapposti eppure trovano dei punti di tangenza fino alla rottura e strappo finale.

Tre donne diverse che influenzeranno reciprocamente le loro vite e il loro rapporto con la maternità, si confrontano in dialoghi che sembrano tra voci, cuori e sentire diversi. Il film non è un capolavoro, nonostante tocchi dei punti nevralgici sulle fragilità che riguardano rapporto tra madre, figlia, abbandono, presenza, assenza.

 

Si sicuro documenta una realtà che non è conosciuta se non a coloro che hanno perso madri, o sono state da esse abbandonate, o affidate nella crescita ad altri.

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