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Una donna promettente

Regia di Emerald Fennell vedi scheda film

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La recensione su Una donna promettente

di diomede917
7 stelle

CIAK MI GIRANO LE CRITICHE DI DIOMEDE917: UNA DONNA PROMETTENTE

 

Ho dovuto meditare e maturare il mio giudizio nei confronti di Una Donna Promettente, Opera prima dell’attrice Emerald Fennell e premio oscar come migliore sceneggiatura originale, perché è uno di quei film che ti fa cambiare idea nel corso della visione, appena terminata e soprattutto dopo 48 ore di pensa e ripensa.

La chiave di lettura è tutta nel titolo originale Promising Young Woman e nella sua denuncia contro una cultura americana che salvaguarda o meno le potenzialità di un giovane dalle sciocchezze proprie dell’età a seconda del sesso.

La protagonista del film è Cassie una promettentissima studentessa di medicina che dopo un evento traumatico ai tempi dell’univarsità che ha visto coinvolta la sua migliore amica Nina, un'altra promettentissima giovane studentessa di medicina, abbandona tutto per lavorare come cameriera in una caffetteria, per continuare a vivere con la sua famiglia come se fosse un’eterna bambina nonostante compia 30 anni.

La sua unica missione nella vita è redimere ed eventualmente punire una certa cultura americana del “Se l’è cercata”, un qualcosa che va oltre al movimento #metoo.

Cassie periodicamente si reca in locali o discoteche fingendosi ubriaca adescando uomini folgorati sia dalla sua bellezza ma soprattutto dalla sua condizione psicofisica e a seconda il tipo di approccio la sua punizione sarà più o meno umiliante, più o meno violenta.

La scena d’apertura del film ad opera di Emerald Fennell è folgorante (ricorda il cinema di Winding Refn e forse non a caso la protagonista è la Carey Mulligan di Drive). Corpi maschili che ballano in pista, ma non corpi perfettamente scolpiti. Gli uomini in questione hanno la panzetta evidenziata dalle camicie Slimfit, sudano, sono stempiati nonostante siano sulla quarantina. Poi la camera indugia su tre white collar che osservano la nostra protagonista ubriaca e su come il suo comportamento possa provocare i maleintenzionati. Sarà il più bello ed educato ad approcciarsi a lei e quello che gli capiterà lo si può solo intuire dal volto di Carey Mulligan che passeggia su un marciapiede mentre fa colazione sulle note di It’s Raining Man con la camicia sporca di sangue e uno sguardo killer nei confronti di alcuni operai che le hanno fatto del catcalling.

Una Donna Promettente è un film che si colloca nel filone del Revenge Movie ma lo fa con una sua logica, una sua personalità narrativa. Non siamo di fronte ad un Kill Bill o a un John Wick. La violenza non è esplicità e si vede pochissimo sangue, i balordi del film sono tutti dei bravi ragazzi, tutte delle persone integerrime fino a quando non si trovano davanti una bellissima donna in preda a fumi dell’alcool.

La domanda che si pone il film è “Puoi rovinare la vita di un promettente ragazzo, uomo, manager, padre di famiglia per una piccola sciocchezza quale un abuso sessuale?” e allo stesso tempo è giustificato rovinare la vita di “una promettente giovane ragazza, potenziale dottoressa perché si è ubriacata nel posto sbagliato, nel momento sbagliato con le persone sbagliate?”.

Non vi fate ingannare ne dalla trama ne dal titolo, Una Donna Promettente non è un film “Femminista”. La sua denuncia e la sua vendetta è nei confronti di coloro che abbracciano questa cultura e nel tritacarne di Cassie finiranno anche donne che giustificano questi atteggiamenti e che si troveranno a subire la giusta punizione che porteranno con se per tutta la vita come una colpa eterna da espiare.

Una Donna Promettente non è un thriller, non è un drama, è una commistione di generi. L’elemento pop è forse quello migliore. La storia d’amore tra i due protagonisti ci regala uno dei momenti più esilaranti e romantici del film come il balletto in parafarmacia con la colonna sonora di Paris Hilton.

Una scena che ci fa sognare, che ci dona una speranza nei confronti dell’amore ma che in realtà nasconde l’inganno che sfocerà nella sorprendente vendetta finale che non lascerà ne vincitori ne vinti e che non salverà nessuno.

Se la sceneggiatura è un ottimo punto a favore di Una Donna Promettente, il vero punto di forza del film sta nell’interpretazione di Carey Mulligan capace nelle due ore del film di cambiare pelle al suo personaggio trasformandosi da dolce a impaurita, da cinica a folle fino ad arrivare nel razionale angelo vendicatore che sistema tutte le cose o almeno così si spera.

Accanto a lei lo stand up comedian Bo Burhnam che con la sua fisicità e la sua graffiante ironia le fa da contraltare giocando di sponda e facendo da specchio al personaggio ora debole, ora forte di Cassie.

Una donna Promettente è un film che dividerà e spiazzerà per il modo con cui affronta e ti mette davanti la cultura dello stupro. Parola che non viene mai pronunciata e soprattutto mai rappresentata. Lo stupro è dentro l’anima della protagonista, lo stupro è un video su un cellulare che non viene visto ma purtroppo sentito, la violenza è un qualcosa di percepito ma che lascia segni che sono visibili a pochissimi.

 

Voto 7,5

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