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I Due Papi

Regia di Fernando Meirelles vedi scheda film

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GIMON 82

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La recensione su I Due Papi

di GIMON 82
8 stelle

Interessante excurcus sul lato più umano e fragile di due uomini di chiesa agli antipodi.Un film dove la scrittura scorre fluida e gli interpreti giganteggiano senza oscurarsi....una bella sorpresa.

Papa Ratzinger: "Sei molto popolare vorrei sapere come fai, qual'è il tuo segreto?"

 

Papa Bergoglio : "Cerco solo di essere me stesso" 

 

Papa Ratzinger: "Aah, quando provo a essere me stesso non piaccio molto alla gente"

 

Il cuore del film è forse racchiuso in questo dialogo,autentico e semplice,tra due uomini che forse non sono semplicemente "uomini",ma reggono (o reggeranno) la più potente corporazione sacra al mondo: il Vaticano.

Sono due eredi di San Pietro che dialogano e  si confrontano amabilmente,"Due Papi" come suggerisce il titolo del film,ma forse più calorosamente "Uomini",con tutto il loro bagaglio di dolore,fragilità e incertezza.

Il regista di quel capolavoro di "City of God" Fernando Meirelles porta in scena una pieces teatrale firmata Anthony McCarten, che qui firma una bellissima sceneggiatura al servizio di due favolosi interpreti.

Jonathan Pryce è l'umano,il caloroso e "progressista" cardinal Jorge Maria Bergoglio,dall'altro lato vi è il distante,intellettuale e conservatore Ratzinger,il loro è quasi un dialogo "apostolico",che non cade mai nella retorica dell'agiografia,mantenendosi nella schiera di un umanità autentica e sincera.

Quell'autenticità che riscontriamo in due uomini distanti nel modo d'intendere la fede,ma vicini nelle loro debolezze.

Tutto si svolge tra autentici palazzi papalini, dove la "santità" è messa da parte ,restituendoci attraverso delle performance da Oscar,il ritratto di uomini alle prese con una conflitto interiore.

Siamo nel 2013 poco prima le dimissioni di Benedetto XVI ,il cardinale e vescovo di Buenos Aires Jorge Maria Bergoglio in crisi per una perdita dei valori all'interno della chiesa cristiana,vuole rasegnare le dimissioni,chiederà udienza al Papa Ratzinger che lo accoglierà per un confronto che sonda e analizza i problemi personali di entrambi,un occasione per mettere a nudo i problemi gravi del Vaticano,tra conti correnti di denaro sporco e abusi sui minori insabbiati.

Senza cadere nel didascalismo questo film ci regala 122 minuti di pura riflessione,sull'eventuale "Santità" di due uomini alle prese con le debolezze umane,affrontate da entrambi ognuno a modo proprio.Sembra che l'austero Hopkins e l'estroverso Pryce creano un alchimia perfetta,sapientemente dosata da una regia mai invadente che lascia lo spazio necessario per esprimersi ai due interpreti.Due attori che affrontano due ruoli difficili e complicati,ma l'esperienza e il mestiere di entrambi,oltre ad un impressionante somiglianza coi veri Papi,ci regala dei gustosissimi e spassosi siparietti,come l'accenno di Tango argentino tra entrambi,la pizza e aranciata  condivisa insieme e uno splendido finale "liberatorio" a suon di tifo e "goal" urlati con gioia.Un confronto che seppur acceso mantiene un silenzioso e dignitoso rispetto.I due attori non si pestano mai i piedi,nessuno travolge la performance dell'altro,semmai vi è una sorta di reciproca complicità,seppur nella forma di catechesi Bergoglio e Ratzinger sono l'antitesi l'uno dell'altro.Quello che emerge è una sorta di requiem con tutti gli errori dell' istituzione della chiesa, formata da esseri umani che come tutti commettono errori.Tutto ciò emerge nei flashback sulla vita di Bergoglio in Argentina,che nel dialogo tra i due assume i connotati di un biopic,assistiamo difatti alla gioventù di un futuro gesuita molto esuberante,ma che tuttavia oggi vive dei traumi mai superati per una sua connivenza con il regime dittatoriale di Videla.

Ed è qui che il  film cambia registro, se nella prima parte partecipiamo ad un dialogo con diverse connessioni di fede,tra la visione ampia di Bergoglio e quella piu' severa di Ratzinger,la seconda parte ci mostra il "peccato" e l'egoismo che regna negli uomini di chiesa,se Bergoglio in modo inconsapevole ma delatorio ha tradito dei suoi compagni,Ratzinger ha taciuto sugli abusi sessuali di potenti cardinali a dei giovani ragazzini.Un fardello pesante per entrambi,ma rappresentato nella vis degli attori con enorme delicatezza.Quello che succede dopo tra le ombre della Cappella Sistina è storia nota e recente,con Bergoglio che sale al soglio pontificio come in una sorta di staffetta con Ratzinger.

Dei "Due Papi" rimane l'interessante confronto ma sopratutto l'umanità di due uomini che vivono per e con Dio,mantenendo pero' intatta la loro bellissima umanità per un film tra i più interessanti di questo 2019,sopratutto grazie alle mimetiche interpretazioni di due mostri sacri del cinema.

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