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Hellraiser IV - La stirpe maledetta

Regia di Alan Smithee (Kevin Yagher) vedi scheda film

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Yayas82

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La recensione su Hellraiser IV - La stirpe maledetta

di Yayas82
5 stelle

Non posso dire sia un bel film, il ritmo langue, gli attori sono scadenti ma la storia non è da buttare, anche se irrispettosa dell'originale. In particolare l'epopea generazionale funziona come espediente. Angelique è un cattivo scialbo ma il nostro Pinhead è in forma e grazie a Dio ha lasciato le battutine idiote nel precedente, infame capitolo.

Prima o poi tutti i cattivoni delle saghe horror finiscono nel futuro e nello spazio, eh sì: è una pessima idea... Ai produttori, però, piace tanto. Questo è il turno del caro Pinhead e dei suoi Cenobiti.

 

Il film si reinventa una storia da zero che nulla ha a che vedere con quella di Clive Barker. Il cattivo di quasi tutto il film tra l'altro è un principessa infernale: Angelique. La scatola è stato costruita da mani umane, non dal Diavolo. Pinhead non è un suppliziante ma il Diavolo e non esiste un configurazione del Lamento, niente "piacere estremo", semplicemente la scatola serve ad aprire le porte dell'inferno e fa uscire tanti demoni incazzati che non vedono l'ora di strerminare l'umanità.

 

Quindi che ci azzecca con Hellraiser? Bhe poco, ma il nostro Pinhead è tornato sé stesso dopo il deplorevole esploit del capitolo 3. A me così piace: austero, imperioso e vuoto. Anche i nuovi Cenobiti sono lodevoli. Ah scusate, qui sono semplicemente "demoni".

 

La storia, superata la sua assoluta mancanza di aderenza all'originale, è interessate. Traballa un po' in qualche punto, è un po' troppo prolissa. Ma in definitiva funziona, così come funziona l'idea di dipanarla lungo differenti epoche e generazioni.

 

Sarebbe bastato poco per raggiungere la sufficienza ma la verità che è che il film non riesce mai ad essere davvero incisivo: sarà la regia piatta o gli attori mediocri; sarà che Angelique (che ci sorbiamo la maggior parte del tempo) non ha neppure un briciolo del fascino del caro Pinhead, è una squinzia qualunque; fatto sta che è facile dimenticare il film appena finito.

L'unica scena che forse ricorderete è la nascita del cenobita bifronte.

 

Comunque non mi interessa se il terzo capitolo ha una buona regia e se veder recitare Bradley senza maschera è un piacere per gli occhi: per me trasformare Pinhead in un Freddy Krueger dei poveri è imperdonabile.

Questo quarto capitolo è zoppicante ma almeno non è fastidioso! E quindi, imho, migliore del precedente.

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