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Apri gli occhi

Regia di Alejandro Amenábar vedi scheda film

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La recensione su Apri gli occhi

di cheftony
8 stelle

“Dev'essere stata una messinscena per farmi impazzire. Tutti d'accordo: Nuria, Pelayo, la polizia, quello del bar!”
“Chi era quell'uomo?”
“Non lo so.”
“Dici che l'avevi visto in televisione. In che programma?”
“Non lo so!”
 

César (Eduardo Noriega) è un venticinquenne rampollo, orfano di entrambi i genitori fin dall'infanzia, che si gode una ricchezza gestita perlopiù dai soci e un magnetico fascino che esercita naturalmente sulle donne. Di colpo si ritrova in prigione con l'accusa di aver ucciso una persona, con una maschera a proteggergli il volto e con lo psichiatra Antonio (Chete Lera) a cui doversi aggrappare per avere qualche speranza di uscirne, raccontandogli gli eventi per filo e per segno.
Tutto è partito dalla sua festa di compleanno, alla quale il suo miglior amico Pelayo (Fele Martínez), “spigoloso” e impacciato, ha portato con sé l'affascinante Sofía (Penélope Cruz); noncurante delle ambizioni di Pelayo, César comincia a flirtare con Sofía, non fosse altro per sbarazzarsi dell'appiccicosa amante Nuria (Najwa Nimri) che lo tampina con un'insistenza fuori luogo per andarci di nuovo a letto. Proprio un incidente automobilistico occorso con quest'ultima al volante lascia César orribilmente sfigurato in volto, nonostante gli sforzi dei medici per ricostruirgli la faccia nel miglior modo possibile; vedendo crollare di colpo la propria esteriorità, fino a quel momento solida base del suo vivere felice, César finisce col perdere la ragione quando realizza di non poter conquistare Sofía e di aver rovinato il rapporto con Pelayo. Dopo una notte trascorsa sbronzo su un marciapiede, i ricordi di César si affastellano, i personaggi si intrecciano e le indagini dello psichiatra Antonio nella mente del sospettato sembrano ancora lontane dal fornire una verità in tempi utili...
 
Thriller psicologico e sentimentale che cambia rotta inaspettatamente verso la fantascienza e la metafisica, “Apri gli occhi” venne girato da Alejandro Amenábar e scritto con la collaborazione del fidato Mateo Gil nel '97, ovvero quando avevano entrambi solo venticinque anni ed erano reduci dall'esordio con “Tesis”.
Con un budget di tutto rispetto, i due mettono in mostra buona volontà e perizia davvero ammirevoli, fornendo un risultato che sul piano visivo e dell'intrattenimento appaga in pieno lo spettatore con l'aiuto di una bella fotografia e della pertinente colonna sonora curata sempre da Amenábar, abile e sicuro con la macchina da presa; la sceneggiatura è di sicuro lontana dall'essere criticabile, anche se la svolta del film è al contempo inattesa, arguta e furbetta (in un'accezione del termine non troppo positiva), ma a parte questo non c'è altro da appuntare ad una trama che avvince fino in fondo e addirittura costringe ad una rapida re-visione di alcuni punti per chiarire del tutto l'inganno narrativo. “Apri gli occhi!” è l'imperativo della sveglia di César, ma anche un invito a lui e allo spettatore a distinguere la realtà dal sogno, la cui natura onirica non è nota fino al momento in cui si apre gli occhi e ci si sveglia.
Bravina ma un po' ingessata la Cruz, partecipe ma con qualche limite espressivo un Eduardo Noriega che deve reggere una parte impegnativa, sul confine della psicolabilità, portatore di un volto attraente e piacione e di uno ributtante e sfigurato (ottimo il trucco) che si alternano almeno in apparenza senza un filo logico. Il finale, emotivamente disonesto e cinematograficamente coraggioso, chiude un film che ha spianato con merito la strada ad Amenábar per il successivo “The Others”. Paradossalmente meno noto del remake hollywoodiano del 2001 “Vanilla Sky”, da riscoprire.

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