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Cetto c'è, senzadubbiamente

Regia di Giulio Manfredonia vedi scheda film

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Marco Poggi

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La recensione su Cetto c'è, senzadubbiamente

di Marco Poggi
6 stelle

Cetto La Qualunque, dopo aver scoperto d'essere figlio illegittimo di un principe grazie alle rivelazioni di una una vecchia zia morente (divertente che questa non muoia mai), si prepara a diventare il re delle Due Calabrie.

Cetto La Qualunque passa un lungo periodo d'esilio fuori dall'Italia, rifacendosi una vita in Germania dove apre una catena di pizzerie, indossa una parrucca bionda (che lo fa somigliare più a Donald Trump che a un tedesco)  e si sposa una bellona tutta curve, che lo rende nuovamente padre di una bambina, ma un giorno è costretto a tornare in Calabria quando scopre d'essere figlio illegittimo di un principe grazie alle rivelazioni di una una vecchia zia morente (divertente il fatto che questa vecchia signora non muoia mai). Contento della notizia e sostenuto anche da misteriosi maneggioni della politica, Cetto si prepara a diventare il re delle Due Calabrie. Se l'intento di Antonio Albanese e Giulio Manfredonia era di far dimenticare il passo falso di "TUTTO TUTTO NIENTE NIENTE" e di ritornare alle atmosfere e ai personaggi di "QUALUNQUEMENTE" (lo chafferur Pino, il figlio ormai cresciuto e diventato sindaco di paese, la prima ex-moglie, diventata una suora di clausura isterica, manco fosse la Monaca di Monza e la regina Ginevra, d'arturiana memoria e gli amici di sempre) ambientando il tutto in un clima monarchico e irriverente, l'operazione è parzialmente riuscita. Con il Diego Abatantuono giovane terrunciello ormai un ricordo lontano. ma escludendo Checco Zalone che se la prende comoda, c'è in sala la voglia di trovare un altro anti-eroe meridionale con cui divertirsi e Antonio Albanese ripropone la sua maschera politica più riuscita, concentrandosi solo su di essa e non sdoppiandosi e/o triplicandosi. C'è  poco spazio per la campagna elettorale del nostro politico, stavolta, ma il discorso monarchico di Cetto è esilarante. Non mancano le donnine ben tornite che lo circondano, come anche i colpi di scena, tipo quello finale.  Adatto ai fan dell'Albanese che spopola in tv con monologhi del "Pilu" e travestimenti vari, ma anche per chi vuole solo "staccare il cervello".

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