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Tenet

Regia di Christopher Nolan vedi scheda film

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La recensione su Tenet

di Gangs 87
6 stelle

Ah Nolan Nolan cos’è accaduto alla tua mente geniale? dove sono finite le contorto e amabili sceneggiature con cui tanto ti dilettavi a divertirci? Perché diciamocelo, lo so io e lo sai benissimo anche tu, che quello che ci propini da qualche film a questa parte, non è proprio il cinema con cui ci hai viziato nei primi anni della tua carriera ma una brutta copia priva di carattere dietro il quale tenti di nascondere la crisi di idee che ti attanaglia.

 

Per quanto Dunkirk possa essere innovativo, per quanto Interstellar riesca ad essere un viaggio bellissimo finanche nei sentimenti, nessuna di queste pellicole è stata capace di eguagliare l’estro creativo presente in Inception e Memento.

 

Con Tenet Nolan continua sulla scia di quei film che non sono esattamente quello che potrebbero essere. Partendo da una base solida, l’inversione del tempo, Nolan si inerpica attraverso una sceneggiatura complessa, pregna di nozioni fisiche, retta su dialoghi prolissi e troppo presenti, finendo per creare un polpettone di situazioni e personaggi che sprecano il potenziale a disposizione. Se avesse scelto di argomentare in modo più lineare ed esplicativo, l’idea senza dubbio geniale, avrebbe costruito un filone narrativo degno di una serie tv.

 

Tenet invece finisce per essere un film spocchioso. Con le sue strabilianti scene d’azione condite da una colonna sonora in cui Ludwig Göransson cerca di somigliare ad Hans Zimmer, e il super cattivone (che non fa paura proprio mai) che ha in mano le sorti dell’intera umanità, promette fuoco e fiamme ma finisce per regalarci solo deboli scintille.

 

La recitazione ai minimi termini degli attori protagonisti, si salvano solo Robert Pattinson ed Elizabeth Debicki, rende i corposi dialoghi ancora più pesanti da digerire, così come le numerose storie che si intrecciano, finiscono per estremizzare il sentimentalismo di cui il racconto si riempie rendendo impossibile una collocazione di genere, non che il problema sia poi questo.

 

Insomma l’impressione è che Nolan giochi a fare Nolan; vero è che non ha perso la capacità di trovare idee interessanti ma è altrettanto vero che sembra incapace di trovare il modo giusto per raccontarlo agli altri. Proprio lui che del suo modo di raccontare sembrava riuscito a farne una raffinata arte inimitabile.   

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