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La dea Fortuna

Regia di Ferzan Özpetek vedi scheda film

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La recensione su La dea Fortuna

di Gangs 87
5 stelle

Ci sono film che si attendono con una sorta di ansia felice che accumulandosi, mi permette di arrivare alla visione in sala carica di adrenalina e di entusiasmo. Che bello, direte voi. Dipende, rispondo io. Dipende poi dall'effetto che la pellicola ha su di me.

 

Con i film di Ozpetek questo accumulo di entusiasmo è onnipresente e, mai come stavolta, è stato spazzato via senza pietà; strabordando dagli argini del mio essere sovra-partes è diventato velenoso per il mio giudizio finale che forse ha finito per giudicare la pellicola in modo più duro di quanto in realtà meritasse.

 

A qualche settimana di distanza dalla visione, avendo digerito l'amaro in bocca, riesco ad essere più razionale e dico ... La pellicola di Ozpetek è buona ma ... non riesce ad andare oltre. Non è possibile inserirla tra le sue migliori perché manca di quello spirito trascinante che è proprio di film come Le fate ignoranti e Saturno Contro che restano i suoi migliori in assoluto.

 

Pur preservando il lavoro eccellente di Edoardo Leo e, con mio stupore, quello di Stefano Accorsi, che resta sempre e comunque un passo dietro al collega, laddove i protagonisti finiscono per essere ancora una volta il fulcro della pellicola, è la trama e il suo intreccio che lascia a desiderare.

 

Attraverso lo sviluppo della trama con uno stile già noto, alla quale si aggiunge l'intenzione di un cast corale, Ozpetek ci illude di essere tornato ma analizzando i dialoghi nel profondo e lasciandoci coninvolgere dalla trama, non sentiamo mai quel cucchiaino raschiare davvero l'anima e tutto resta in superficie, anche le emozioni che spingono dal fondo laddove si sono accumulate nel corso del tempo d'attesa, vorrebbero traboccare e restano invece trattenute da una situazione trattenuta che non esplode mai, nemmeno quando dovrebbe.

 

L'ultima parte poi, dove il thriller sembra fare capolino, finisce per distruggere anche la minima idea rimasta di "film che sembra funzionare", la vena gotica caro Ferzan o la escludi o non la eludi; se proprio l'intenzione era quella di dare un tono dark al film (tono a mio parere per nulla necessario) era forse il caso di ampliare quella parte del racconto che avrebbe consentito un maggiore coinvolgimento dello spettatore senza dare invece la sensazione di un film pieno di cose ma privo della giusta capacità per raccontarle.

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