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La dea Fortuna

Regia di Ferzan Özpetek vedi scheda film

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La recensione su La dea Fortuna

di ilpanda
8 stelle

Alessandro e Arturo sono due quarantenni che stanno assieme da quasi quindici anni e che vivono insieme a Roma. Alessandro è ruspante e di mestiere fa l’idraulico, Arturo è più sofisticato, ha una cultura accademica ma non è riuscito a realizzare il suo sogno di diventare scrittore o docente universitario, ripiegando su piccole traduzioni. Durante una festa a casa loro per le nozze di due amici piomba improvvisamente Annamaria, la migliore amica di Alessandro, madre single di due bambini di 12 e 9 anni avuti da padri diversi. La ragazza chiede ai due uomini di tenerli per qualche giorno a causa di un ricovero ospedaliero dovuto ad accertamenti per continue emicranee…

 

Ho scritto poco più che l’incipit del racconto per non svelare assolutamente nulla a chi non ha visto film. Sarà che io sono andato al cinema a occhi chiusi, non avevo visto il trailer e non avevo letto la trama, e credo sia una cosa da consigliare.

 

Scorrono i titoli di testa, trascorrono solo pochi minuti e la sensazione è già quella di essere tornati nel Cinema di Ozpetek… Dopo la parentesi giallo/erotica di “Napoli Velata” (che pure io ho apprezzato), il Regista torna al baricentro del suo cinema, commedia drammatica popolata di terrazze piene di gente, personaggi queer, improvvisi sbalzi di registro, da lacrime a risate. Si sentono gli odori e i sapori delle tavole imbandite, si ammirano i colori e i suoni della città. I temi si fanno profondi: il logoramento di un rapporto di coppia (raccontato in maniera molto verosimile), ambizioni e rinunce, la routine che ci rende miopi, lo scorrere del tempo che tende a deteriorare le relazioni. E poi la malattia, un ritorno, e l’amore incondizionato dei bambini e il desiderio di figli.

 

Ozpetek secondo me è un regista che divide, o piace o non piace. In questo film probabilmente tenta dei passi in avanti, la sceneggiatura è intrisa di passione e di emozione, pregna di energia e calore. Poi certo, ogni tanto ci sono delle stonature, anche forti, ma fanno parte dell’insieme. Inoltre mantiene grande capacità di direzione degli attori: a proposito va citata la prova magistrale di Edoardo Leo, sempre spudoratamente credibile. Bravissimi anche i bambini. Colonna sonora eccelsa.

 

Un regista innamorato dell’Umanità. Voto (da 1 a 10): 8

 

 

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