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The Nest (Il nido)

Regia di Roberto De Feo vedi scheda film

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La recensione su The Nest (Il nido)

di giurista81
6 stelle

Eccellente sotto un profilo tecnico, paga un ritmo molto lento e una certa indecisione (apparente) sulla piega da prendere, tra drammatico e orrore, salvo poi abbracciare sulla sirena e a sorpresa il filone romeriano. Punti di forza di The Nest sono indubbiamente la fotografia e le scenografie aristocratiche che rendono la pellicola visivamente notevole. Il giovane Emanuele Pasquet (30 anni, alla fotografia) e l'esperta Francesca Bocca (scenografia), già ammirata ne La Terza Madre di Dario Argento, funzionano a meraviglia e permettono all'esordiente Roberto De Feo di presentare un prodotto estremamente elegante e cupo. Lo script, che porta la firma anche dell'emergente Lucio Besana da molti decantato quale il Thomas Ligotti italiano, predilige un orrore di impronta psicologica, giostrato sulle caratterizzazioni dei personaggi e sulle ottime prove recitative degli interpreti. Maurizio Lombardi è una sorta di Mengele nostrano, Francesca Cavallin è una madre possessiva dai tratti paranoidi e sadici, mentre la giovane Ginevra Francesconi incarna l'emblema dell'umanità col suo voler trasgredire le regole e guardare in faccia la realtà. Al freddo Justin Korovkin va il compito di incarnare e rappresentare l'innocenza fanciullesca, in quello che sembra essere un personaggio degno di un romanzo di formazione.  Ci sono alcune sfumature nella sceneggiatura che meritano riflessione (le punture sul piccolo protagonista, forse per mantenerlo infermo; la predisposizione alla menzogna patologica della madre; le ferite subite da alcuni personaggi secondari a cui, nel corso del film, non si fa caso e via dicendo).  De Feo dimostra talento dietro la macchina da presa e gusto per il bello soprattutto nella meticolosità nella messa in scena. Ripeto, manca di ritmo e ha un'impostazione poco commerciale che rischia di allontanare una buona fetta di spettatori. Riuscito l'epilogo che, peraltro, finisce per far ricadere il film nel solco di un sottogenere horror assai affermato eppure non sospettato dagli spettatori fino alla conclusione.

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