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Funny Games

Regia di Michael Haneke vedi scheda film

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sasso67

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La recensione su Funny Games

di sasso67
8 stelle

Notevole, questo film di Haneke, del quale non mi era per niente piaciuto "La pianista" (2001). È uno dei film più sadici che io abbia mai visto, ed allo stesso tempo è un film hitchcockiano, per come sa creare la tensione dal niente e per come sa gestirla una volta scoperte le carte. I due giovani aguzzini potrebbero essere una versione aggiornata e corrotta (sic!) dei due dandy assassini di "Nodo alla gola" (1948), ma senza il gusto del bel gesto e imbevuti, almeno così sembra, di cultura fine a sé stessa inserita in un retroterra moralmente nichilista: quando Georg chiede loro perché facciano tutto questo, Paul risponde «Perché no?». In questo film, è bene dirlo subito e poi lasciare lo spettatore godersi (anche se godersi non è il termine più adatto) l'avvincente storia, il lieto fine non è previsto, e a questo prezzo si accettano con piacere anche le furbate del regista, che rigira il coltello nella piaga consentendo ai due ribaldi di riavvolgere la storia come fosse il nastro di una videocassetta e al più bastardo dei due di guardare in camera e fare l'occhiolino allo spettatore. Gli attori - i due interpreti principali sono marito e moglie anche nella vita - non hanno una sbavatura: sono tutti bravi e neutri al punto giusto da far risaltare, in questo caso sì (non con "La pianista", nonostante Isabelle Huppert e Annie Girardot), la genialità di questo regista austriaco. Ed ecco un'altra cinematografia che esce dai film allo jodel per effettuare, pur con un solo autore di punta, il sorpasso sulla nostra asfittica produzione nazionale.

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