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Alla mia piccola Sama

Regia di Waad Al-Khateab, Edward Watts vedi scheda film

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La recensione su Alla mia piccola Sama

di gaiart
8 stelle

Sama in arabo vuol dire cielo. Un cielo senza bombe a grappolo, azzurro, senza missili e granate, senza cecchini impazziti nei tetti di Aleppo e senza avvelenamenti nella sua aria di cloro gassoso o gas nervini tossici.

Sama in arabo vuol dire cielo.  Un cielo senza bombe a grappolo, azzurro,  senza missili e granate, senza cecchini impazziti nei tetti di Aleppo e senza avvelenamenti nella sua aria di cloro gassoso o gas nervini tossici. Questo il sogno primario di Waad al-Kateab, giornalista siriana che si innamora sotto quel cielo malato, si sposa e rimane incinta, nonostante tutto il male che al attornia

Questo documentario sconvolgente per la forza, la dedizione, la follia con cui è stato girato nonostante il dolore, la morte, gli attacchi continui, il pericolo, il sangue, diviene testimonianza preziosa di una lotta anti-sradicamento contro la Russia e i suoi continui attacchi, esempio di resistenza e generosità, volta appunto verso una figlia in arrivo, SAMA, che si chiama come il cielo, appunto.

Nel film vediamo la dedizioni di pochi uomini, tra cui Hamza il marito di waad la regista, che è un medico e rinucia a tutto pur di resistere nella sua terra, aiutare e salvare molte vite, annullando invece la sua.

Anime giganti, piene di generosità e coraggio, disposte a tutto per un ideale, quando in Europa si passano le giornate a farsi il botox in pausa pranzo. Questa pellicola è importante perchè innazitutto ripristina le priorità. Resetta il marcio in cui siamo piombati tra foto ritoccate e vuoto interiore, tra politiche ostili, guerre tra poveri e fa capire moltissime cose ai più sconosciute.

Ad esempio la solidarietà, che i poveri siriani sviluppano tra loro e verso il prossimo, tra vivi, coi morti e verso i feriti. Una cosa completamente persa in un occidente ghiacciato dal denaro, convulso dai ritocchi facebook e dall'ossessione dell'apparire.

 

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