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Star Wars: L'ascesa di Skywalker

Regia di J.J. Abrams vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Star Wars: L'ascesa di Skywalker

di obyone
7 stelle

Daisy Ridley

Star Wars: L'ascesa di Skywalker (2019): Daisy Ridley

 

Il sipario si chiude. I vecchi volti della saga danno il commiato. E con loro anche i volti recenti. Gli Skywalker hanno riportato pace nella galassia degli spettatori nonostante qualche sacca di ribellione. Per i prossimi tre anni saranno le illazioni, sul contenuto dell'imminente trilogia, a riempire le pagine social, sovrafollate di curiosi e fanatici. Con buona pace degli incalliti ammiratori dei jedi, delle loro spade luminescenti e delle loro gesta coraggiose si chiude un'era di passioni. Con il disappunto degli haters si chiude una parentesi che li vedrà sparire nelle paludi di Degobah. Della parola fine ne approfitteranno Daisy Ridley per mollare il vincastro su cui ha gettato le basi della propria carriera e Adam Driver che non sentirà la mancanza delle stelle poiché è lui stesso una star. Ne sarà felice Kelly Marie Tran vilipesa dai cyberstolker per non essere sufficientemente gnocca o abbastanza bianca o necessariamente degna. Sarà soddisfatto, per l'agognata comparsa di Lando Calrissian, Billy Dee Williams; sarà libero di pensare ad altro Mark Hamill; potrà finalmente riposare in pace Carrie Fisher la cui principessa Leila è stata un'indomita lottatrice quanto una spina nel fianco.

Walt Disney non è stata a dormire ed ha già regalato, a clienti americani e smanettoni globali, l'opportunità di riempire i buchi dell'attesa. Intanto chiude il cerchio con Ray, Finn e Dameron nella battaglia finale contro l'Ordine. Le ultime questioni vengono palesate (le origini di Rey, l'uscita di scena del generale Organa, il ruolo di Snoke) e... via di corsa, a velocità luce, verso l'happy end ed una nuova era di sogni interstellari pronta a sorgere dietro i soli di Tatooine.

 

Adam Driver

Star Wars: L'ascesa di Skywalker (2019): Adam Driver

 

J.J. Abrams, il cui attaccamento per il mitologico primo film, ha celato, forse, carenza di idee o forse un calcolato opportunismo speculativo nel "Risveglio della Forza", ha scelto nuove vie narrative benché la tentazione di emulare "Il ritorno dello Jedi", allo stato embrionale per buona parte del film, sia cresciuta esponenzialmente col passare del tempo. Nella resa dei conti finale, in cui la maschera di Kylo Ren ha sostituito quella di Darth Vader, la dipendenza dalla sacra tradizione si è mantenuta elevata. Abrams ha puntato il Millennium Falcon verso il sistema amico di Endor e ci ha messo di fronte all'affascinante e familiare relitto della Morte Nera mentre il faccia a faccia tra lato oscuro e lato chiaro si è consumato sotto il cielo di un'epica battaglia navale, come nel sesto episodio. Rispetto al precedente lavoro il regista e sceneggiatore americano ha puntato su una maggior originalità nei contenuti ed ha inserito concetti (clonazione/resurrezione) già trattati nell'ormai sconfessato "Expanded Universe" e in altri settori del Canone (letteratura, graphic novel, serie TV) non particolarmente noti alla community dei cinefili. Non sono mancate citazioni ai film precedenti. Le capacità guaritrici di Rey e Kylo sono un chiaro riferimento al desiderio, esplicitato da Anakyn Skywalker nella trilogia prequel, di una potenza capace di ridare la vita. La sequenza in cui Luke risolleva dai fondali marini, sotto gli occhi di Rey, l'Ala-X, che non gli riusciva di far riemergere dalle paludi in presenza di Yoda, è stato un ironico atto di riverenza per la trilogia classica. Lasciati sull'altare della memoria questi (ed altri) rimandi all'intera saga, Abrams ha diretto un film vibrante e ritmato in cui si sono alternati affascinanti duelli all'arma bianca (bellissimo quello tra i marosi) ed epiche battaglie aeree. Il droide protocollare C-3PO ha contribuito alla causa collettiva con l'ironia propria dell'universo Star Wars controbilanciando l'epica della battaglia e la drammaticità di taluni eventi. Splendido l'omaggio a Carrie Fisher le cui simboliche esequie sono state celebrate da milioni di fan in una brezza di forza. Il finale catartico, decisamente diverso dalla mitologia classica, è un momento per riflettere sul rapporto genitori/figli e sull'indipendenza dell'arbitrio dalle linee di sangue. Al netto di qualche sbandata nella narrazione il film mi è piaciuto ed ha chiuso una trilogia che Walt Disney probabilmente non immaginava così difficile da gestire visto il carico generale di aspettative crescenti.

 

Charlie Chaplin Cinemas - Arzignano (VI)

 

Star Wars - Il risveglio della forza

 

Star Wars - Gli ultimi jedi

 

scena

Star Wars: L'ascesa di Skywalker (2019): scena

 

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