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Trama

In un bar, il capitano di mare Jacob Störr fa una scommessa con il suo migliore amico: sposerà la prima donna che entrerà nel locale. Ed è così che si imbatte in Lizzy.

Curiosità

LA PAROLA ALLA REGISTA

"Ricevi un regalo. Una scatolina carina, elegante, ben chiusa. È tuo: lo puoi vedere ogni giorno sulla tua mensola del camino. Ma che accade se non riesci mai ad aprirlo? Ci provi prima con delicatezza, dopo con un coltello. Quando porti il martello, ti rendi conto che distruggeresti tutto. Per alcuni giorni allora fai finta di non interessartene. Poi ammetti che daresti qualsiasi conta solo per sbirciarci dentro per un secondo. Lentamente, quella piccola scatola ti farà impazzire...

Abbiamo realizzato questo film sull'amore, sulla passione, sul dramma, sull'avventura, sui mille colori della vita... un racconto spudoratamente sentimentale su cosa significa essere un uomo, su cosa significa essere una donna, su cosa significhi essere umani. Se guardate Lizzy e Jakob, Léa Seydoux e Gijs Naber che li interpretano, non vedete gli opposti. Vedete due persone con la pelle chiara, i capelli biondi, gli zigomi alti e gli occhi con un taglio straordinariamente simile. Potrebbero essere fratello e sorella. Oppure, potrebbero essere la parte maschile e femminile della stessa anima...

Non sono solita usare storie di altri. Scrivo io i miei film e questa è la prima volta che adatto un'opera letteraria. Milán Füst, l'autore del romanzo da cui il film è tratto, è una specie di scheggia impazzita nella letteratura ungherese e mondiale. Molto spesso, viene frainteso o lodato per gli aspetti sbagliati. Per me, è prima di tutto un pensatore radicale che riesce a trasferire i suoi pensieri in trame ricche e sensuali, piene di umorismo e giocosità. Ha scritto questo libro profondamente personale durante la Seconda guerra mondiale quando la sua vita era in pericoloso. È una scelta il racconto. Non si tratta di evadere dalla realtà. Significa semmai che, quando la tua vita è in preda a forze meschine e inaccettabili, fai un passo indietro e ti concentri su un'immagine più ampia che ti permette di ridefinire la meschinità del presente e di considerarla per ciò che è davvero: mediocrità. E dalla quale l'elementare bellezza della vita, oscurata temporaneamente dalle forze contrarie, può emergere. L'apparente carattere frivolo e audace del romanzo è ciò che ho trovato affascinante sin dalla prima volta che da adolescente l'ho letto.

Anche se parla di una coppia sposata, il romanzo parla della più grande delle domande scottanti, qualcosa a cui sembra ridicolo pensare quando hai 16 o 17 anni: come dovremmo vivere le nostre piccole e brevi vite sulla Terra? Ho scelto di indagare sulla questione attraverso il punto di vista di un capitano di una nave da carico che vuole capire sua moglie, una donnina francese, e attraverso lei la vita stessa. L'uomo riceve lezioni molto dure dalle quali deve imparare ad accettare a digerire che la vita non è qualcosa di controllabile.

The Story of My Wife è anche una parabola sulla fine del patriarcato. Si può definire così, anche se il film comunica in maniera molto più semplice e sensuale di una parabola. Si potrebbe dire che è più un invito per i componenti di tale patriarcato decaduto a unirsi a noi nella costruzione di qualcosa che è divertente e appagante per tutti quanti. Oggi, abbiamo la grande opportunità storica di far capire alla parte maschile dell'umanità di cogliere la possibilità di avere una vita migliore grazie a un modello di vita più appagante.

Il film ha sette capitoli i cui titoli non sono presi dal libro. Il romanzo è un'enorme divagazione di un monologo interiore, un flusso di autoanalisi e riflessione. Nel dare forma alla trama, ho costruito una sorta di itinerario attraverso il quale il protagonista Jakob può vedere più volte il suo fallimento e scegliere un nuovo approccio nella speranza di far bene. Lui "riavvia" la sua percezione nel tentativo di riprendere il controllo delle cose che accadono a e intorno a lui. I titoli offrono allo spettatore un momento di calma, utile a valutare ciò che i personaggi hanno sperimentato e a prepararsi a una nuova avventura".

Note

Adattamento dell'omonimo romanzo di Milan Füst, pubblicato nel 1942.

Commenti (1) vedi tutti

  • Peccato per la pessima sceneggiatura e la propaganda sul fumo.

    commento di gruvieraz
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alan smithee di alan smithee
4 stelle

FESTIVAL DI CANNES 74 - CONCORSO Jakob Storr è un valente capitano di un mercantile olandese, alle prese con ogni tipo di attività commerciale e di individui di ogni tipo legali al settore delle vendite. Un malore durante un viaggio lo induce a tener conto del consiglio del suo cuoco di bordo, che lo invita ad accasarsi trovandosi una moglie in grado di sopportare le sue lunghe… leggi tutto

1 recensioni negative

2022
2022
Uscito nelle sale italiane l'11 aprile 2022
locandina
Foto
2021
2021

Recensione

alan smithee di alan smithee
4 stelle

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