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Adults in the Room

Regia di Costa-Gavras vedi scheda film

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La recensione su Adults in the Room

di obyone
7 stelle

scena

Adults in the Room (2019): scena

 

Venezia 76. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

Nell'anno in cui si formalizza la sconfitta degli ideali comunitari, con l'uscita del Regno Unito dall'Europa, mi auguro di assistere ad un'ulteriore è più utile uscita, quella del nuovo film della vecchia volpe Costa-Gavras, nelle sale italiane. Il regista 87enne ha scelto di trattare, proprio, la débâcle dell'unità europea che nel paese di nascita, la Grecia, assunse i risvolti di un complicato e drammatico tira e molla sulla questione del credito di rifinanziamento dello stato ellenico. La faccenda tenne banco per lungo tempo in seno alla Comunità Europea e con il suo ultimo "Adults in the room" Gavras ha esaminato, partendo dal libro autobiografico dell'ex ministro delle finanze greco Gianis Varoufakis, il periodo in cui il partito del presidente Alexis Tsipras ereditò, per effetto di elezioni anticipate, la guida di un paese allo sbando, con pil in discesa, debito pubblico monstre, conti taroccati e totale sfiducia degli investitori istituzionali e retail. Una situazione che si riflesse sul paese con indicazioni di investimento drammatiche da parte delle agenzie di rating ed il fuggi fuggi dei capitali da Atene. Il paese insomma era vicino al default ed il presidente aveva promosso un referendum popolare per stabile, tramite il suffragio del popolo, se continuare con la politica di austerity imposta da Bruxelles e Fondo Monetario, che si manifestava in un forte clima di risentimento nazionale e proteste di piazza, a causa dei forti tagli alla spesa pubblica e ai salari, oppure se intraprendere altre strade al di fuori dell'euro ed eventualmente dell'Unione.

Il film inizia dalla fine e, procedendo con un lungo flashback, narra dei pellegrinaggi di Varoufakis tra Bruxelles e Atene, dei rapporti di costui col proprio presidente e con le alte cariche europee e del tentativo, fallito, di mediare le istanze del proprio paese con le richieste di ridefinizione del debito greco da parte della Troika. Nell'arco di sei mesi, tanto durò il ministero, Gianis Varoufakis cercò di raggiungere obiettivi che non innescassero una spirale negativa sul PIL greco e garantissero la restituzione dei prestiti senza stritolare l'economia già in forte empasse.

 

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Adults in the Room (2019): scena

 

Costa-Gavras ha realizzato un film molto interessante e fortemente aperto al dibattito partendo dal pensiero economico del ministro greco per enunciare il fallimento dell'Europa tecnocrate e arroccata sulle richieste, sovente irrealizzabili, dei paesi più forti. Risulta palese, in particolare, l'ostilità dimostrata nei confronti del ministro tedesco Wolfgang Schäuble incapace di smuoversi dalle più intransigenti posizioni filo germaniche. Dal punto di vista ideologico il film si mantiene sulle posizioni dell'ex ministro delle finanze a dimostrare la mancanza di apertura della Troika verso le necessità della Grecia. A contrario non si fa parola delle ampie responsabilità politiche dei governi greci che portarono il paese al crack finanziario non curandosi dell'endemica evasione fiscale e adoperandosi, piuttosto, a falsificare i bilanci per nascondere le proprie inadempienze ed entrare comunque nell'area Euro. Simpatizzare con la popolazione ridotta ad un fascio di nervi è doveroso quanto recitare un profondo mea culpa per anni di scellerato mal governo.

La questione del debito sovrano ha occupato le pagine dei giornali per anni mentre la faccenda, tutt'altro che risolta, sembra non interessare più al giorni d'oggi. Forse per questo motivo Gavras, al suo primo film girato in Grecia, ha recuperato questo periodo storico per ricordare che gli accordi firmati da Tsipras e l'unione hanno pesato fortemente sulle spalle del cittadino, colpendo in particolar modo le classi meno abbienti ed il lavoratori statali che si sono visti dimezzare gli stipendi. Gavras, tuttavia, ha scelto la rappresentazione dei fatti secondo il punto di vista privilegiato ed interno della politica anziché quello del cittadino con ciò perdendo quel carattere rivoluzionario, benché slegato dalle ideologie partitiche, tipico del cinema sulle masse.

Il film si segue molto bene nonostante la finanza e l'economia non siano il pane quotidiano delle moltitudini e alla fine l'esercizio mentale di ripescaggio di luoghi, nomi e situazioni è appagato da una narrazione fluida e chiara e da un ritmo vivace in cui i dialoghi occupano un ruolo importante quanto la dialettica del controverso ministro delle finanze greco. Nel cast spicca la presenza di Valeria Golino che recita in greco mentre "Adults in the room" deriva da una frase di Christine Lagarde, all'epoca presidente del I.M.F., ora presidente B.C.E., che in un momento di sconforto apostrofò i collerici ministri europei, adunati in commissione per sentire le ragioni greche, affermando "ci vorrebbero degli adulti in questa stanza".

Nella sequenza del balletto c'è tutta la potenza del cinema che fonde una pizzicate ironia alle immagini allegoriche di un paese, nella figura del primo ministro, portato ora qua ora là sulla pista, costretto a seguire i passi, ora vorticosi, ora improbi, di altre autorità politiche, di altri primi ministri, ben più potenti e importanti, abituati a condurre le danze con destrezza, tramutando il proprio inesperto partner in un malleabile ed innoquo burattino di legno.

 

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Adults in the Room (2019): scena

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