Trama

A Napoli, nel 1989, Erri Gargiulo, cresciuto con due padri, due madri e svariati fratelli, è sulla soglia dei quarant'anni ma ancora non riesce a esprimere a pieno le sue emozioni, finendo con somatizzarle. Un giorno, però, la moglie Matilde decide di lasciarlo e per Erri arriva il momento di affrontare il suo destino e le grandi sfide che ha sempre rimandato.

Curiosità

LA PAROLA AL REGISTA

"Erri Gargiulo mi è stato presentato in un pomeriggio autunnale.

Di sicuro non è un brillante seduttore, un accattivante arrampicatore, un simpatico pirata.

Erri ha il reflusso, una moglie che non lo ama, e una famiglia talmente scombinata che si è quasi dimenticata di lui e dei suoi desideri, dei suoi sogni. I sogni sono solo illusioni, secondo alcuni.

Non per Erri, che sogna sogni però così piccoli che non riesce mai a realizzarli.

Abbiamo preso Erri, lo abbiamo messo su disco di vinile, trasportato nel tempo dei blocchi ideologici, anzi nella notte in cui finiscono le contrapposizioni, il 9 novembre 1989, e abbiamo costruito una storia semplice, un equivoco, un racconto di amore e tenerezza, senza telefonini, smartwatch, tablet, e ronzii di web chat o notifiche social.

Volevo concentrarmi sui personaggi, ognuno tanto insopportabile e ridicolo nella sua "fissità", ma tanto fragile e amabile quando abbandona le proprie certezze, quando lascia crollare il proprio muro interiore insieme a quello vero che i Tg di mezzo mondo trasmettono in diretta da Berlino.

Nella notte in cui svanirono le certezze, e qualcuno capì che i sogni potevano diventare incubi, ognuno dei miei personaggi abbandona la sua maschera e si svela per quello che siamo tutti: individui alla ricerca di un po' di amore.

La ricostruzione "d'epoca" l'ho filtrata da un immaginario televisivo, quando senza rendercene conto eravamo in stanze sempre illuminatissime come uno studio tv, circondati da motivetti orecchiabili con suoni da carillon sintetici, dove vestirsi come in Dallas era segno di opulenza, e spuntavano i primi ridicoli e costosissimi telefoni cellulari.

Napoli era buia, deserta, ci si chiudeva in casa la sera, le trivelle ronzavano per costruire linee sotterranee in tempo per Italia 90, e le nostre piazze erano talmente piene di macchine che non sapevamo più quanto fossero belle.

In questo ritratto storto di una famiglia improbabile in un interno bislacco, la vicenda dei Ferrara-Gargiulo ci riporta a un tempo in cui, pare ieri, era ieri, ci si abbracciava, si litigava, si taceva o si parlava, senza troppe remore. Ognuno di noi poteva avere un segreto, e le famiglie erano più presenti nelle scelte dei figli, con tutte le incomprensioni e i conflitti che ne nascevano.

La tristezza ha il sonno leggero è un ricordo di case enormi sfasciate dal terremoto e puntellate da tubi innocenti, un sogno sbiadito di punk e ribellioni, i fumetti di Frigidaire, e il ritratto di un uomo che invece non sa proprio da che parte stare: è il mio sguardo da bambino sugli adulti di trent'anni fa.

Lo sguardo di Erri pare precipitato in una sitcom dell'epoca, un teatro dei conflitti in cui però non scorre il sangue, ma la possibilità di amarsi in modo nuovo. Una famiglia di pazzi convinti di essere normalissimi.

Io ho scelto di stare dalla parte di Erri, in un mondo che troppo facilmente distingue tra vincenti e perdenti, provando una innata simpatia per questi ultimi. Prendiamola così: ci vediamo da Erri".

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Note

Liberamente ispirato al romanzo omonimo di Lorenzo Marone.

Commenti (1) vedi tutti

  • Un'idea e una struttura valide che però mettonomancano troppa carne al fuoco e mancano di spessore nei suoi singoli componenti e di un solido coordinamento. Voto 6.

    commento di Zarcofilm
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Uscito nelle sale italiane il 1 gennaio 1970
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