Espandi menu
cerca
Arancia meccanica

Regia di Stanley Kubrick vedi scheda film

Recensioni

L'autore

steno79

steno79

Iscritto dal 7 gennaio 2003 Vai al suo profilo
  • Seguaci 223
  • Post 21
  • Recensioni 1506
  • Playlist 106
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Arancia meccanica

di steno79
10 stelle

VOTO 10/10 Forse il più famoso film del maestro Kubrick, è certamente uno dei più discussi e anche dei più audaci a livello stilistico. Nei modi di un "conte philosophique" di derivazione illuminista, è un'acuta riflessione sulla violenza della società e sui suoi meccanismi di sopraffazione nei confronti del singolo individuo. La visione di Kubrick tradisce un certo pessimismo, poichè nel finale, dopo l'estenuante "cura Ludovico" (e il vero bersaglio sono proprio gli scienziati da strapazzo) Alex sembra accettare un ambiguo patto col ministro degli interni per mettere al servizio del potere la sua ritrovata aggressività. Comunque, il film è da apprezzare soprattutto nella sua componente estetica, con un uso assolutamente geniale del colore, della scenografia e soprattutto delle musiche di Rossini e di Beethoven, presenti in sottofondo da un capo all'altro della pellicola (anche se rimane una certa componente di "estetizzazione della violenza" nelle scene più crude, non c'è nessun compiacimento nello sguardo del regista e nessuna tentazione assolutoria nei confronti di Alex e dei suoi drughi). Originale l'uso di un gergo anglo-russo derivato dall'omonimo romanzo di Anthony Burgess; fantastica la prestazione attoriale di Malcolm Mc Dowell, nel miglior ruolo di tutta la sua carriera. La prima parte è sicuramente quella più scioccante e coinvolgente, ma non mi sembra che in seguito il ritmo ne risenta: anche nella parte carceraria e poi in quella della "guarigione" di Alex vi sono le consuete folgorazioni registiche e invenzioni geniali. Uno dei film che in assoluto ha più influito sull'immaginario cinematografico (e non solo) di fine millennio; un'opera appassionata e veemente nonostante una certa misantropia da parte dell'autore; un capolavoro del cinema che lascia a bocca aperta dopo l'ennesima visione per la sua straordinaria intelligenza spettacolare. Da menzionare lo splendido adattamento e la traduzione italiana dei dialoghi da parte di Riccardo Aragno (particolarmente difficile visto che il film spesso ricorre al Nad-sat, il gergo di cui parlavo più sopra, che è stato adattato con estrema fedeltà ma in maniera creativa), eccellente anche il doppiaggio diretto da Mario Maldesi in cui spiccano le voci perfettamente intonate di Adalberto Maria Merli (Alex) e, fra gli altri, anche Oreste Lionello.

 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati