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Ma cosa ci dice il cervello

Regia di Riccardo Milani vedi scheda film

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La recensione su Ma cosa ci dice il cervello

di mm40
1 stelle

Una madre single, grigia impiegata al ministero (quale? Boh), è un’agile e scaltra spia supersegreta continuamente impegnata in pericolosissime missioni attorno al pianeta. Tutto cambia con l’incontro casuale con quattro vecchi compagni di classe.

Di film brutti e sconclusionati se ne sono visti tanti, dagli anni Ottanta in avanti, nel cinema nostrano; il filone che tende a rovinare malamente in maniera più netta è quello della commedia, nel quale pure eravamo campioni riconosciuti a livello mondiale nei vent’anni precedenti. La premessa è debita, altrimenti si rischiano gravi malintesi alla visione di Ma cosa ci dice il cervello (scritto così, esattamente senza il punto interrogativo alla fine); si prenda quindi atto che, realmente, al peggio non c’è mai limite certo, e si considerino gli standard già bassissimi raggiunti dalla commedia italiana di questi anni: ecco che si è pronti per la visione di quest’opera. Per la quarta volta di fila sul grande schermo il regista Riccardo Milani confeziona attorno alla moglie Paola Cortellesi, attrice pur dotata e indubbiamente meritevole di ruoli più ambiziosi, una pellicola facilmente digeribile per il grande pubblico, tra ammiccamenti e gag a dir poco superficiali e personaggi bidimensionali, privi di qualsiasi profondità psicologica. In questo caso il copione è frutto della collaborazione a otto mani fra i citati coniugi, Giulia Calenda e Furio Andreotti; seriamente è inutile perdere tempo a commentare l’inconsistenza di una storia che fin dalla prima scena mostra incredibili carenze di logica come questa. In una classe delle elementari tutti i genitori sono disponibili a presentarsi contemporaneamente a scuola per parlare del loro lavoro: un pompiere, un’astronauta, un saltimbanco che sputa metri di fuoco dentro l’aula e nessuno ci trova alcunchè da ridire… nessun operaio, nessun negoziante, nessuno con una storia che non sia sopra le righe; tranne la protagonista, ovviamente, donna che lavora ‘al ministero’ e a cui nessuno chiede mai quale durante l’intero film. Meno male che subito dopo si svela l’arcano: questa persona così noiosa non esiste, perché in realtà il suo vero mestiere è quello di superagente segreto. L’occasione è utile solamente per concedere un po’ di rutilante trasformismo alla Cortellesi, ma davvero non si sentiva l’esigenza di fare un film solo per questo. Fra gli altri in scena compaiono Paola Minaccioni, Vinicio Marchioni, Tomas Arana, Giampaolo Morelli, Claudia Pandolfi, Teco Celio, Remo Girone, Lucia Mascino, Carla Signoris e Stefano Fresi. 1,5/10.

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