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Le catene della colpa

Regia di Jacques Tourneur vedi scheda film

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La recensione su Le catene della colpa

di Baliverna
10 stelle

Un uomo che conduce ora una vita appartata e onesta viene afferrato dai tentacoli di un passato che pensava di aver archiviato.

È certamente uno dei migliori noir, e di quelli che di solito bisogna guardare più di una volta per comprendere appieno. O almeno così è stato per me.

La trama è costituita da una vicenda di crimine e di vendetta, ma anche di voglia di riscatto e di vita nuova. Pur senza dubbio concreta, essa assume tuttavia valenze simboliche e allegoriche, sia per ciò che succede che per i suoi personaggi.

Non è difficile vedere nelle due donne del protagonista delle figure archetipiche. Nell'una si ravvisa il male e il suo fascino, assieme alla sua ingannevole e fugace dolcezza, che lasciano posto all'amaro e all'aspro. Nell'altra, invece, il richiamo del bene, il desiderio di cambiamento, e l'amore stesso. A questo proposito, le due attrici non potevano essere più in parte: bellissima e seducente l'una, ma anche egoista e cinica, meno appariscente e “pulita” l'altra, che però rappresenta l'unica certezza, l'unico sostegno e ancora di salvezza del protagonista. I suoi consigli sono altresì quelli giusti, ma il loro destinatario presume troppo di se stesso, e troppo poco di un gangster vendicativo, senza cuore né coscienza.

Nella pellicola viene sviluppato, oltre al tema del fascino distruttivo del male, anche quello della colpa, felicemente sintetizzato nel bel titolo italiano. Tuttavia, essa consiste, più che nell'aver soffiato la donna al capo, nella stessa vita di crimine in cui il personaggio aveva vissuto. L'essersene defilato e l'aver voltato pagina alla svelta non basta però a recidere tutti i legami e a seppellire definitivamente il passato. Esso, infatti, torna e presenta il suo conto da pagare. Tuttavia, la vera tentazione in cui cade il personaggio interpretato dall'ottimo Robert Mitchum è l'accettare il lavoro proposto dal grifagno e aquilino capo della mala, interpretato da un giovane e bravo Kirk Douglas. Da lì in poi, tutto è discesa verso l'abisso.

Tourneur dirige con compostezza e sobrietà, e conferisce al suo film scorrevolezza e solidità. L'ambientazione è quella tipica del noir: casa da gioco, villa in campagna, notte, inseguitori, automobili e appartamenti semibui.

La versione che ho comprato io in DVD lascia a desiderare: è evidente trattarsi di un riversamento da videotape, per di più da copie diverse (visti i salti nel tipo di bianco e nero). Nonostante la celebrità del film, non mi risulta siano uscite edizioni decenti di questo capolavoro.

 

 

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