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Dune

Regia di Denis Villeneuve vedi scheda film

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La recensione su Dune

di diomede917
8 stelle

CIAK MI GIRANO LE CRITICHE DI DIOMEDE917: DUNE

 

L’elemento che più mi incuriosiva di questo adattamento dell’opera letteraria di Frank Herbert del 1965 non era tanto la fedeltà al testo quanto vedere l’evoluzione registica e stilistica di Dennis Villenueve che ha intrapreso un suo percorso nella Fantascienza d’autore che al primo impatto risulta un po’ vecchia se rapportata al concetto di Blockbuster ma che al tempo stesso fa emergere una forte personalità.

Un percorso iniziato con gli Alieni di Arrival e il loro incontro del terzo tipo con Amy Adams, i nuovi androidi di Blade Runner 2049 fino ad arrivare a questa storia fatta di inganni e lotte di potere. Una storia che potrebbe essere stata scritta da William Shakespeare durante un Trip fatto della stessa Spezia di cui sono fatti i sogni.

L’elemento che unisce il percorso di Villeneuve è il misticismo, un viaggio interiore che alterna il sacro e il profano. La ricerca del Messia che ponga fine al bagno di sangue tra la Casata degli Harkoonnen e la popolazione degli Efrem abitanti il pianeta Arrakis. Pianeta prezioso in quanto si trova la famosa Spezia che decide le sorti del mondo, quanto ostico e inospitale. Un enorme deserto fatto di Dune popolate dai temibilissimi e voracissimi Shai Hulud, i vermi della sabbia.

Questo Messia viene individuato in Paul, figlio ed erede della Casata degli Atreides comandata dal Duca Leto, dotato del dono di vedere eventi futuri come un sogno ad occhi aperti.

Il punto di forza è al tempo stesso il punto di debolezza di Dune è che sia un film introduttivo, il primo atto di una corposa tragedia composta “forse” da 2 atti di cui non si sa se e quando verrà realizzata.

E di conseguenza il vero inizio dell’aspetto dinamico della storia si ha solamente alla fine dei 150 minuti di questo film e questo potrebbe lasciare l’amaro in bocca allo spettatore.

Però essendo io uno che guarda sempre al bicchiere mezzo pieno allora mi focalizzo sulla maniacalità del dettaglio sia visivo che in fase di sceneggiatura (non a caso co-firmata da Eric Roth). E’ una fantascienza molto d’autore, lenta e ipnotica che può risultare ostica agli occhi di uno spettatore abituato a guardare più uno spettacolo roboante che un viaggio allucinate e allucinogeno.

Dennis Villeneuve è stato molto bravo sia nella scelta del cast che nel loro utilizzo. Oscar Isaac e Rebecca Ferguson (rispettivamente Duca Leto e Lady Jessica) sembrano usciti direttamente dal Macbeth, Timothée Chalamet film dopo film si sta trasformando nel nuovo Adrien Brody e perfino un Jason Momoa senza barba hai il suo perché.

Ribadisco che Dune è il classico film che alterna i pro (tantissimi) ai contro (pochi ma ben visibili), un film che ti culla per tutte le sue due ore e mezzo e che ti istruisce e accompagna per quello che sarà la seconda e avvincente parte.

Che è quello che sperano tutti.

Voto 7 che trasformo in 7,5 per il coraggio di fare un’operazione simile in un periodo dove il futuro del cinema è a fortissimo rischio. Ma il risultato finale è così bello che merita di essere visto solo ed esclusivamente in una sala cinematografica. Incrociamo le dita.

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