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Dune

Regia di Denis Villeneuve vedi scheda film

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La recensione su Dune

di alan smithee
4 stelle

locandina

Dune (2021): locandina

FESTIVAL DI VENEZIA 78 - FUORI CONCORSO Avventurarsi a mettere in scena e portate sullo schermo l'epopea delle famiglie nobili nemiche degli Atreides e degli Akronnen, nati dalla fantasia compulsiva e complessa di Frank Herbert, ha già fatto male a diverse illustre personalità del mondo del cinema. Posto che sono molto affezionato alla versione martoriata e combattuta di Lynch, spiegato da un De Laurentis inn vena di produrre l'ennesimo blocbuster facile e scorrevole, posto che i tentativi di quel genio folle di Jodorowski sono diventati una leggenda degna di un film sulla sua genesi impossibile, che poi è stato appunto girato ed è uscito di recente, in ritardo, pure nelle nostre sale, ecco che la staffetta passa ora a Villeneuve.

Un cineasta tosto e capace, che ama e non si tira indietro di fronte alle sfide (il seguito di Blade Runner sembrava una follia solo a farci un pensiero, invece....) o quando compaiono le difficoltà.

Timothée Chalamet

Dune (2021): Timothée Chalamet

Oscar Isaac, Josh Brolin

Dune (2021): Oscar Isaac, Josh Brolin

Timothée Chalamet

Dune (2021): Timothée Chalamet

Qui il progetto, sontuoso come c'era da aspettarsi, è in realtà il primo capitolo di una serie (trilogia?) che intende dare un filo narrativo compiuto è logico dopo l'adorabile pastiche dalle tinte kitch di Lynch, con i suoi cattivi pieni di pistole, Sting seminudo e Silvana Mangano meravigliosamente anticipatrice di Hellraiser. La storia è inutile raccontarla, ma il film impiega più di un'ora prima di ingranare veramente, avvilito da dialoghi stantii e formali che rendono l'atmosfera troppo soffocante con al centro le problematiche che contendono il pianeta più inospitale e pericoloso tra i due casati rivali, grazie alle preziose spezie che scaturiscono dalle sabbie dei deserti. Poi certo arriva l'azione, i vermi nel deserto, e Villeneuve trova pane per i suoi denti di gran direttore di scene madri.

Zendaya

Dune (2021): Zendaya

Timothée Chalamet, Zendaya

Dune (2021): Timothée Chalamet, Zendaya

Ma la dilatazione rende pesante il tutto, e la fantascienza con ambientazione lontana assai (siamo negli anni diecimila!) ma resa esplicita da un contesto primitivo sia nei costumi che in certe modalità di combattimento all'arma bianca, hanno ormai troppi precedenti per non risultare ormai un po' troppo desuete, rimandando la mente all'incubo Stargate targato Emmerich. Dune così concepito emoziona come uno Star Ward clone, ovvero come un progetto seriale che non ha lontanamente nulla a che spartire con il bel guazzabuglio sbagliato ma affascinante di Lynch, e men che meno con quel progetto sulla carta meraviglioso risultante dalla folle joint venture Jodorowski+Moebius.

Insomma il nuovo Dune è perfetto tecnicamente, ma freddo e senza cuore, al contrario dell'amato pasticcio di Lynch che rende più baracconeschi, e quindi umani, i suoi personaggi. 

La versione di Jodorowski sarebbe probabilmente risultata il capolavoro: ma è naufragata sul nascere, e dunque siamo costretti a limitarci a desiderarla come un sogno proibito.

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