Espandi menu
cerca
Wasp Network

Regia di Olivier Assayas vedi scheda film

Recensioni

L'autore

obyone

obyone

Iscritto dal 15 dicembre 2003 Vai al suo profilo
  • Seguaci 65
  • Post 1
  • Recensioni 261
  • Playlist 12
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi
Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Wasp Network

di obyone
7 stelle

Edgar Ramirez

Wasp Network (2019): Edgar Ramirez

 

Venezia 76. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

Il regista francese Olivier Assayas sembra molto interessato alle "Doubles vies" delle proprie creature. Nel suo precedente erano quelle di una coppia alto borghese alle prese con scappatelle e relazioni extramatrimoniali. Ad uno strato meno superficiale era la "doppia vita" dell'editoria costretta alla prostituzione digitale e al rinnegamento della classicità nella fruizione della letteratura, tanto pomposamente difesa sotto i riflettori quanto rinnegata nelle stanze dei bottoni, al fine di cavalcare le opportunità dei cambiamenti epocali del presente.

Nella nuova fatica internazionale del cineasta francese le allusioni riguardano alcuni irreprensibili cittadini cubani scappati senza apparente ragione dall'isola per unirsi ai gruppi anticastristi stanziati a Miami. Assayas si rifà al libro del giornalista Fernando Morais "Os últimos soldados da Guerra Fría". Il libro racconta di cinque individui arruolati tra le fila degli esuli, in Florida, che ad inizio degli anni '90 lottano per ribaltare il regime castrista con propaganda, operazioni paramilitari, attentati terroristici sul suolo cubano e con il controllo delle acque di confine dove sovente vengono ripescati profughi che, per riconoscenza, finiscono a loro volta ad ingrossare le fila dei movimenti anti-comunisti, i quali, in cambio, forniscono, ai poveracci salvati dal mare, alloggi, lavori e soldi per ripartire e appoggiare la causa.

 

Edgar Ramirez

Wasp Network (2019): Edgar Ramirez

 

Olivier Assayas si concentra su due figure, quella di René Gonzalez (Edgar Ramírez), pilota di linea, che ruba un aereo e lascia a Cuba l'incredula moglie (Penelope Cruz) e la figlia, e quella del pilota militare Juan Pablo Roque (Wagner Moura) che si consegna direttamente ai soldati di stanza a Guantanamo. I due uomini entrano facilmente nelle fila del Cuban American National Foundation, movimento così forte in Florida da tenere in scacco i candidati alle presidenziali americane, garantendo molti voti al candidato che appoggi una politica anti-castrista, e quindi capace di influenzare le scelte dei 29 grandi elettori che compongono il collegio elettorale alle presidenziali Usa per lo stato della Florida. L'influenza politica del movimento è notevole e la C.A.N.F. è ben conosciuta dall'F.B.I., che la etichetta come gruppo terrorista, mentre la C.I.A. trae profitto dalle sue attività e ne incoraggia l'operato. Assayas espone per sommi capi le attività dei due piloti che spesso si avventurano nella no fly zone cubana e pilotano aerei per conto del cartello. Il trasporto della droga consente il finanziamento delle attività anti-cubane, ad esempio gli attentati alle località turistiche che mettono a ferro e fuoco l'isola cercando il collasso del settore turistico, principale motore economico di Cuba dopo la chiusura dei rubinetti dall'Urss verso Fidel.

Nella prima parte del film Assayas si preoccupa di ricostruire il contesto, ancora molto attuale, che vede gli Stati Uniti adoperarsi in una politica di sproporzionata intransigenza nei confronti di Cuba, una politica che si può facilmente catalogare nella strategia di fare dell'isola un esempio, e degli effetti catostrofici dell'embargo un monito, per ogni paese sud americano che osi ribellarsi all'egemonia americana sul continente.

Dopo la necessaria introduzione ecco che il regista si addentra nel territorio congeniale dell'analisi delle "doppie vite" di cui si parlava poc'anzi. Con il proseguire dalla storia affiora in superficie una tela di spionaggio e controspionaggio ai danni di Cuba dal cui centro si dipana la ragnatela della "Red Avispa" che ha il compito di boicottare le attività anti-castriste ordite dal C.A.N.F. capitanato della spia cubana, al soldo di Washington, Luis Posadas Carriles.

 

Penélope Cruz

Wasp Network (2019): Penélope Cruz

 

Le implicazioni psicologiche sono ben delineate in questa fase del film sia nel rapporto amoroso tra i coniugi Gonzalez fondato sulla menzogna e sul sacrificio, sia, e soprattutto, nell'atteggiamento di Roque che in maniera sfrontata ed egoistica ricopre il ruolo di marito "ad interim" della bella Ana de Armas. La scrittura si libera del gioco della ricostruzione storica per analizzare il senso di colpa dei protagonisti che nella partita a poker della loro esistenza, mettono sul piatto la propria integrità morale, il proprio passato, di colpo spazzato via, e i propri affetti, per inseguire la chimera di un più alto e idealizzato fine comune. Gli sguardi di Gonzalez, la rabbia di Olga e le inquietudini di Roque rispondono al senso di sofferenza intimo di uomini e donne messi davanti ad una vita ufficiosa e ad una ufficiale. Nel contesto generale la politica stessa presenta due opposte personalità che si scontrano sui principi democratici per ottenere il proprio tornaconto. La critica non è poi così velata e appare in tutta la sua ilarità nelle parole di Castro che inveisce contro un paese che favorisce certo terrorismo sul proprio suolo benché questo campi di criminalità e spaccio di stupefacenti.

"Wasp network" ha il pregio di raccontare una pagina di storia poco conosciuta e bilanciare le parti più ostiche e didascaliche con momenti di palpabile tensione emotiva. Le sequenze della fuga di Ramirez e dell'auto-consegna di Roque all'esercito americano, e, soprattutto, la dettagliata rappresentazione dell'attentato all'hotel Copocabana, organizzato dalla rete tentacolare di Posadas Carriles mantengono elevata l'attenzione sulla complessa rappresentazione dei fatti e del contesto geo-politico. Per quanto Assayas abbia scremato il resoconto di Morais tralasciando ben tre degli appartanenti alla Red Avispa, per dedicarsi alle storie più interessanti dal punto di vista emotivo e narrativo di Roque e Ramirez, esaltando e romanzando, in particolar modo, il ruolo di Olga Ramirez, va detto che solo un regista europeo avrebbe potuto raccontare i fatti con quel distacco necessario ad inquadrare la situazione politica del tempo. Un film prodotto dalle Major avrebbe esaltato l'odio atavico nei confronti di Cuba, con un occhio al pubblico e uno al profitto. D'altro canto la censura cubana avrebbe avallato esclusivamente l'apologia del partito. Da esterno Assayas ha potuto permettersi una colpo al cerchio ed uno alla botte anche se resta indubbio che gli Usa coprirono l'operato dei terroristi cubani.

"Wasp network" è un film di scrittura che si avvale di un cast internazionale ispano-americano ben assortito, e pur non facendo brillare la regia di Assayas, ci trasporta in un passato recente che nel mar dei Caraibi mantiene ancora i connotati del presente. Barconi di immigrati che scappano dalla povertà non smettono mai di salpare, da tutte le rive, da tutte le latitudini. Ne sappiamo qualcosa.

 

"Mi sembra paradossale che gli Stati Uniti, il paese più spione del mondo, accusi di spionaggio noi che siamo il paese più spiato del mondo."

(Fidel Castro)

 

PS: per chi vuole approfondire segnalo questo articolo intervista ai veri protagonisti della storia:

https://www.google.com/amp/s/espresso.repubblica.it/plus/articoli/2019/12/26/news/in-missione-per-fidel-castro-1.342107/amp/

 

 

Gael García Bernal

Wasp Network (2019): Gael García Bernal

 

 

 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati