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Le sorelle Macaluso

Regia di Emma Dante vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Le sorelle Macaluso

di obyone
8 stelle

 

Alissa Maria Orlando, Viola Pusatieri, Eleonora De Luca, Anita Pomario, Susanna Piraino

Le sorelle Macaluso (2020): Alissa Maria Orlando, Viola Pusatieri, Eleonora De Luca, Anita Pomario, Susanna Piraino

Alissa Maria Orlando, Viola Pusatieri, Susanna Piraino, Anita Pomario

Le sorelle Macaluso (2020): Alissa Maria Orlando, Viola Pusatieri, Susanna Piraino, Anita Pomario

Viola Pusatieri

Le sorelle Macaluso (2020): Viola Pusatieri

 

Venezia 77. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

Oltre le finestre riecheggiano la cantilena dei passi, l'eco delle voci, il rumore delle porte sbattute, gli schiamazzi della vita famigliare. Imprigionati tra quelle mura i ricordi del tempo passato affiorano nel levigato bordo dorato di un piatto, che apparteneva al servizio buono, quello ricevuto dagli sposi come dono di nozze. Nelle foto in bianco e nero, che fanno mostra di sé, sul ripiano di una credenzina dal gusto inconfondibilmente retrò, si elevano impettite le figure di chi non c'è più. Eppure c'è vita, chiasso, vitalità in questo luogo segnato da tragici fatti già metabolizzati da tempo. Un'ala della casa è adibita all'attività che frutta alle cinque sorelle Macaluso il loro sostentamento. I piccioni nutriti dalla piccola Antonella, con l'amore per gli animali tipico della fanciullezza, vengono venduti dalla scaltra Maria per festeggiare le ricorrenze religiose. Tornano sempre quei volatili, escono in una gabbia prendendo la via delle scale e poche ore dopo sono di nuovo a tubare all'ultimo piano. Tornano in quelle stanze, nido della vivace Pinuccia, dell'affamata Katia e della sognatrice Lia.

Emma Dante non ha fretta. Tra le luci soffuse e polverose filtrate da drappi e finestre si sofferma a lungo sugli oggetti della casa assopita cogliendo la vitalità di una giovane famiglia in divenire. Le stesse tortore ne fanno parte e occupano la cucina e il salotto come propaggine del loro luminoso abbaino.

Si respira aria di famiglia in quel giorno d'estate che precede una gita al mare. Se ne respira un po' meno alla fine dei successivi episodi. Emma Dante ci racconta la vita stilizzata di cinque donne scomponendola in tre atti ognuno dei quali ci riporta a quella giornata di bagni e baci galeotti. Una giornata al mare, una cena in famiglia e l'ultimo saluto, li chiamerei così gli episodi narrati dalla regista siciliana. Fedele all'origine teatrale del testo ogni sequenza mantiene la casa al centro della scena. La casa è il racconto, non una semplice location. La casa respira, vive, si spoglia degli affetti, custodisce i rancori. Gli occhi della regista si incollano alle pareti ricoperte di ninnoli e scoprono la vecchiaia latente di un luogo destinato a morire insieme alle donne che lo abitano. Si sente il peso degli anni in quell'alcova che perde i pezzi fino a rimanere uno spazio vuoto, spogliato di oggetti e mobilio, ripulito dell'umano passaggio. La regista siciliana ne canta lentamente il "de profundis" mentre Lia abbatte ogni legame con la giovinezza buttando ciò che le ha procurato tanti rimpianti. Il rimbombo del vuoto inspessisce le proprie tonalità i ma ricordi rimangano finché qualcuno li costudisce. Nell'ultima carrellata Emma Dante mette in rilievo le sagome ovali lasciate dalle cornici e il profilo chiaro dei mobili sulla carta da parati. Sembrano i negativi di vecchie fotografie, quelle riposte nella madia appena svuotata. Gli aloni, le maniglie rotte, le assi sulle finestre raccontano le peculiarità di una famiglia che ora rimane nei ricordi incisi nella memoria delle sopravvissute, rimaste a coccolarli con malinconia.

Emma Dante gira con personalità un dramma famigliare di rara intensità. Omette e lascia all'immaginazione di Pinuccia e sorelle la necessità di raccontare ciò che è avvenuto ed è rimasto rinchiuso per troppo tempo nei cuori. Pinuccia continua a truccarsi in presenza di Antonella e a sporcarle, amorevolmente, di rossetto le labbra mentre Maria veste quel tutù che avrebbe voluto indossare sul palcoscenico. Il resto è poesia. Maria, appassita e macilenta s'ingozza di cannoli e cassate senza che gli zuccheri possano restituirle i dolci tempi della giovinezza e di quel bacio in un'arena assolata. E dal buco scavato nel muro lo sguardo si perde oltre l'orizzonte abbracciando il mare egoista ed il cielo etereo solcato dal battito d'ali di mille pensieri, mille ricordi, mille speranze.

Cate Blanchett ha ammesso che avrebbe voluto istituire un premio ad hoc per omaggiare la prova collettiva del cast ma a mio avviso, senza nulla togliere alle attrici che si sono donate anima e corpo per questo progetto, sarebbe bastato assegnare il premio alla regia ad Emma Dante anziché alla convenzionale benché elegante prova registica del giapponese Kurosawa. Ma non pensiamoci troppo altrimenti si rischia di "sbroccare" come in RaiCinema che per altro un tantino da recriminare stavolta ce l'ha. "Le sorelle Macaluso" restano pur sempre una "meravigliosa creatura... a piedi nudi sopra i sassi... col vento caldo di un'altra estate..."

 

Donatella Finocchiaro, Laura Giordani, Serena Barone

Le sorelle Macaluso (2020): Donatella Finocchiaro, Laura Giordani, Serena Barone

Simona Malato

Le sorelle Macaluso (2020): Simona Malato

Ileana Rigano, Rosalba Bologna, Simona Malato, Viola Pusatieri

Le sorelle Macaluso (2020): Ileana Rigano, Rosalba Bologna, Simona Malato, Viola Pusatieri

 

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