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The Lighthouse

Regia di Robert Eggers vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su The Lighthouse

di axe
7 stelle

Fine '800. Ephraim Winslow giunge su una piccola isola a largo delle coste del New England, con lo scopo di aiutare, per un mese, il guardiano di un faro ivi installato, l'anziano Thomas Wake. Benchè Winslow si dimostri un lavoratore serio e disciplinato, Wake lo umilia continuamente, denigrandolo ed assegnadogli attività degradanti. Gli impedisce, tra l'altro, l'accesso alla lampada del faro. Tensione, solitudine, oscuri presagi sconvolgono Winslow, il quale tiene duro in attesa dell'imbarcazione che dovrebbe riportarlo sul continente. Ma quel momento non arriva, a causa di una tempesta che sembra non dover mai cessare. Winslow e Wake finiscono risucchiati in un vortice di violenza e follìa. L'orrore raccontato in "The Lighthouse", opera diretta dal regista statunitense Robert Eggers ed ispirata ad un racconto incompleto di Edgar Allan Poe, è generato nelle insondabili profondità dell'inconscio umano, stimolato in ciò dalle asperità ambientali e dal grave isolamento cui sono costretti i due protagonisti. L'inerzia e la ripetitività della vita sulla piccola isola lascia la menti libere di "viaggiare"; le ossessioni dell'uno si alimentano con le ossessioni dell'altro; l'abuso di alcolici e l'essere in uno stato di pericolo con durata indefinita, fanno il resto, scatenando istinti e violenze, verbali e fisiche, fino alle estreme conseguenze. Sullo sfondo, l'autore esprime una visione pessimista del "sogno americano" e dell'avventura in genere, rielaborandone i topoi in tal chiave. Wake, l'anziano, si atteggia a uomo dalle mille esperienze; le sue parole rievocano un'avvincente vita marinara, con i suoi pericoli, i suoi miti, il suo fascino. Espressioni vivaci, colorite; il particolare senso della disciplina; i riferimenti alle credenze della gente di mare; tutto ciò lascia immaginare che egli sia stato un capitano di lungo corso, prima di essere stato costretto a terra da invalidità. Ma non vi è alcuna conferma di queste impressioni; il suo comportamento da anziano superstizioso, fanfarone, uggioso, paranoico, fa impazzire Winslow, un uomo in fuga dal suo passato, dal fallimento, dalle colpe (la sua esperienza come tagliaboschi nelle "grandi foreste prossime alla Hudson Bay" si è conclusa nel momento in cui ha lasciato che uno sgradito superiore vittima di un incidente sul lavoro morisse sotto i suoi occhi); colpito dalla sfiducia, che frustra le sue velleità di rinascita, perseguitato da ossessioni - il sesso - e da visioni indotte dai racconti di Wake, o - non è escluso - da una qualche entità o presenza sovrannaturale che estende la propria influenza sull'isola, Winslow mette a nudo il proprio spirito, raccontando del proprio passato - dal quale è fuggito abbandonando la sua precedente identità di Howard - e rivelando inadeguatezza ed inconcludenza. Ciò delude il compagno, il quale si mostra ancor più aggressivo verso l'aiutante assegnatogli, finchè quest'ultimo scatena la propria violenza e successivamente una follìa che non gli lascia scampo, morendo dolorosamente, come preannunciatagli dall'anziano antagonista. Winslow / Howard è interpretato dall'inglese Robert Pattinson; Wake, la sua nemesi, è interpretato da Willem Dafoe. Il rapporto tra i due personaggi si conclude all'opposto di come inizia. Il verboso ed iracondo anziano, inizialmente predominante, è infine vittima, in conclusione di una convivenza forzata che rende impossibile l'intimità ma non lenisce la solitudine, della violenza del giovane, solo apparentemente dotato di disciplina ed autocontrollo. Il film è girato in 4:3 ed in bianco e nero; inevitabile il richiamo al cinema del passato, ravvisabile anche nello stile dei titoli di coda. Giochi di ombre, ricchi di guizzi luminosi negli interni, chiarori grigiastri negli esterni rendono senso di oppressione e straniamento. Su questi sfondi, appaiono, spesso in primo piano, i volti sempre più stravolti dei due protagonisti. Il ritmo si mantiene costante fino all'accelerazione finale. Un convincente thriller psicologico : ad una messa in scena avvincente s'accompagna una pregnante ricostruzione di due tristi vicende umane, in un contesto ambientale e sociale di estrema precarietà. 

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