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La ragazza d'autunno

Regia di Kantemir Balagov vedi scheda film

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La recensione su La ragazza d'autunno

di Mulligan71
8 stelle

"La Ragazza d'Autunno" è un titolo del tutto italianizzato e un po' misterioso rispetto, per esempio, all'inglese "Beanpole", "spilungona", soprannome di Iya, altissima e bravissima protagonista della pellicola del russo Balagov, regista molto giovane, solo 28 anni, ma già autore di due film che hanno suscitato un interesse internazionale, soprattutto fra i cinefili. Questo suo ultimo lavoro ci porta nella Leningrado martire della seconda guerra mondiale, nei primi mesi dopo la fine del conflitto, in cui ognuno cerca di ricostruirsi la vita. Così è per Iya e Masha, due commilitone, che si ritrovano dopo il conflitto e condividono la vita, una piccola stanza, il lavoro di infermiere e, forse, qualcosa in più. Tutte e due hanno turbe mentali, eredità della guerra, e si muovono in un ospedale di reduci più o meno gravi e in un'atmosfera spessa, gravida di morte e di dolore. La scintilla che accende il film di Balagov arriva proprio da una tragedia, dall'involontaria morte del figlio che Masha aveva affidato all'amica, in attesa di essere congedata. Questo senso di colpa perdurerà per tutte le due ore della pellicola, attraverserà la dinoccolata figura disperata e disperante di Iya, in un mondo dove ognuno cerca di arrangiarsi. "Beanpole" è un film molto duro, difficile ma di grande fascino, un film russo in tutto e per tutto, quindi lento, psicologico, interpretato in maniera eccezionale, con alcuni momenti quasi insostenibili, ma è cinematografia di un livello superiore a quasi tutto quello che si proietta nei cinema oggigiorno. Balagov ci fa vedere la guerra da una prospettiva diversa, quella dei reduci, quasi tutti feriti mortalmente, se non nel fisico sicuramente nella psiche, dove la retorica dell'eroe viene smantellata dal dolore e dallo smarrimento. Un film bellissimo e importante, commovente e senza appigli, che nella sua gravità dice, urla, squarta. 

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