La ragazza d'autunno

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Regia di Kantemir Balagov

Con Viktoria Miroshnichenko, Vasilisa Perelygina, Timofey Glazkov, Andrey Bykov, Igor Shirokov, Konstantin Balakirev, Ksenia Kutepova... Vedi cast completo

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Trama

Leningrado, 1945. La Seconda guerra mondiale ha devastato la città, demolendo i suoi edifici e lasciando i cittadini a pezzi, sia fisicamente sia moralmente. Anche se l'assedio (uno dei peggiori della storia) è finalmente finito, vita e morte continuano a segnare le strade. Due giovani donne, Iya e Masha, cercano in tale contesto una nuova ragione d'essere e sperano di risorgere dalle rovine.

Approfondimento

LA RAGAZZA D'AUTUNNO: LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA SULLE DONNE

Diretto da Kantemir Balagov e sceneggiato dallo stesso con Aleksandr Terekhov, La ragazza d'autunno è ambientato nella Leningrado del 1945, una città che la Seconda guerra mondiale ha devastato demolendo edifici e lasciando i suoi abitanti a pezzi, sia fisicamente sia psicologicamente. Sebbene l'assedio, uno dei peggiori della storia, sia finalmente terminato, vita e morte continuano la loro battaglia tra i relitti rimasti. In tale contesto, Iya e Masha, due giovani donne, cercano un senso a quanto accaduto e sperano nella lotta per ricostruire le loro esistenze.

Con la direzione della fotografia di Kseniya Sereda, le scenografie di Sergey Ivanov, i costumi di Olga Smirnova e le musiche originali di Evgueni GalperineLa ragazza d'autunno viene così presentato dal regista in occasione della partecipazione al Festival di Cannes 2019 nella sezione Un certain regard: "La ragazza d'autunno è il mio secondo lungometraggio. Per me, è molto importante che la storia abbia luogo nel 1945. Le mie eroine, come la città in cui vivono, sono state maciullate da una guerra orribile. Vivono in una città che ha subito uno dei peggiori assedi nella storia della guerra. La ragazza d'autunno è la loro storia e quella delle persone che incontrano a Leningrado, degli ostacoli che devono superare e del modo in cui sono trattate dalla società circostante. Sono psicologicamente menomate dalla guerra e ci vorrà del tempo prima che possano imparare a vivere le loro normali vite. Sono interessato da sempre al destino delle donne e, specialmente, di quelle che hanno vissuto sulla loro pelle la Seconda guerra mondiale. Secondo i dati, si è trattato delle guerra con il più alto grado di coinvolgimento femminile. Da autore, sono interessato a trovare risposte a una domanda: cosa succede a una persona, che si suppone un giorno dia la vita a un altro essere umano, dopo essere stata sottoposta alle prove della guerra?".

"La ragazza d'autunno - ha proseguito il regista - presenta una particolare tavolozza di colori. Quando ho iniziato a studiare i diari e gli appunti di coloro che hanno vissuto quel periodo, ho scoperto che nonostante le difficoltà e la devastazione erano circondati da colori luminosi ogni giorno. Il conflitto tra i colori e la natura della vita nel dopoguerra è stato quasi fondamentale per la vicenda che volevo raccontare. Fonte di ispirazione è stato il libro La guerra non ha un volto di donna del premio Nobel Svetlana Alexievich, un volume che mi ha fatto rendere conto di quanto poco sapessi della guerra e del ruolo delle donne. Mi si è aperto davanti un mondo del tutto nuovo, che mi ha condotto a concentrarmi su un altro pensiero, su cosa accade a una donna dopo la fine del conflitto, quando c'è una sorta di spostamento tettonico nella sua mente e nella sua natura. La ragazza d'autunno, a livello superficiale, significa spilungona, una parola che serve a descrivere le caratteristiche fisiche e la prospettiva di Iya, l'eroina della storia che è molto alta come donna. Per me, invece, La ragazza d'autunno è una parola che rimanda più alla goffaggine, quella sensazione che coglie tutti coloro che provano difficoltà ad esprimere i propri sentimenti mentre imparano a vivere di nuovo dopo il conflitto mondiale".

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Il cast

A dirigere La ragazza d'autunno è Kantemir Balagov, regista e sceneggiatore russo. Nato a Nalchik nel 1991, Balagov si è diplomato nel 2015 al laboratorio di regia tenuto dal maestro russo Alexander Sokurov presso la Kabardino-Balkariann State University. Durante il corso di studi, ha avuto modo di realizzare… Vedi tutto

Commenti (7) vedi tutti

  • Purtroppo è molto triste e lento.

    commento di ferni
  • Poderoso drammone che non poteva essere che russo.

    leggi la recensione completa di catcarlo
  • Il film e' un affresco di potenza rara sulle conseguenze quotidiane della guerra,consigliato.

    commento di ezio
  • Un film da vedere, premiato per la regia a Cannes nel 2019: potrebbe offrire qualche sorpresa anche la notte degli Oscar, ormai vicina.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Nella shortlist dei dieci film “stranieri” che possono arrivare al premio Oscar, lunedì 13 gennaio, sapremo se Dylda avrà la nomination.

    leggi la recensione completa di yume
  • Può darsi si tratti di un vero e proprio capolavoro. La mia è però solo una sensazione, dovuta ad un mio limite, almeno in gran parte: il mio udito non è perfetto, tra orecchio destro e orecchio sinistro c'è una disparità che talvolta, come per questo film visto ieri sera, diventa impedimento. Tenterò di rivederlo in V.O. coi sottotitoli.

    leggi la recensione completa di cherubino
  • Leningrado. Seconda guerra mondiale. Sindrome postraumatica da stress causata dalla guerra e vista da parte delle donne e dall' enorme sacrificio da loro compiuto. Ci furono donne che combatterono, una cosa sconosciuta ai più. Sono molto a mio agio con le donne e con la mia parte femminile racconta il regista

    leggi la recensione completa di gaiart
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

laulilla di laulilla
9 stelle

È arrivato in sala l’attesissimo secondo film di Kantemir Balagov, regista del bellissimo Tesnota Nato nel 1991 e cresciuto alla scuola di A. Sokurov, l’enfant prodige ha imparato perfettamente a maneggiare gli strumenti del suo lavoro e questa volta ci ha raccontato, con impassibile distacco, alcune storie terribili dell’immediato dopoguerra (1945) a Leningrado,… leggi tutto

11 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

EightAndHalf di EightAndHalf
6 stelle

Quando l'infermiera Iya ha uno dei suoi blackout, uno strano stato di ipnosi quasi epilettica ma senza convulsioni, il mondo si ferma, tutto tende ad attutirsi. In realtà però va tutto avanti, con conseguenze talvolta catastrofiche. Kantemir Balagov racconta l'amicizia/attrazione fra le due protagoniste, Iya e Masha, scandendo i tempi e la narrazione con ellissi, silenzi,… leggi tutto

1 recensioni sufficienti

2020
2020

Maggio 2020

LorismaL di LorismaL

Consueta Playlist con le visioni dell'ultimo mese.   Solito appunto... Serie TV concluse: - 1a Scrubs; - 5a House of Cards.

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Playlist

Recensione

catcarlo di catcarlo
8 stelle

Poderoso drammone - non poteva essere che russo - che si interroga sulle conseguenze scaraventate dalla guerra sulla vita delle donne: quante di loro hanno attraversato esperienze come quelle delle protagoniste o della moglie di Stepan? I combattimenti sono finiti, ma la vita è dura nella Leningrado sfinita dall'assedio: lì si riallaccia il rapporto di Iya e Masha conosciutesi al…

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labbro di labbro
8 stelle

Ragazza mia, non c’è vita dopo la morte, specie se sopravvivi. Se i rossi e i verdi accesi dell’autunno ardono raggelati negli occhi degli uomini; anime lacerate nella guerra che c’è stata e non se ne va, nessuna uscita incolume da sotto le macerie. Com’è possibile reimparare a vivere, tra febbri sirene epilessia, e il proprio corpo svuotato di…

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Utile per 7 utenti

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Peppe Comune di Peppe Comune
8 stelle

Russia,1945. Sul finire della seconda guerra mondiale la città di Leningrado viene letteralmente devastata dall’ultimo attacco scagliato dall’esercito nazista in ritirata. Cumuli di macerie presentano uno scenario a dir poco desolante. In questo contesto "apocalittico" si muovono Iya (Viktoria Miroshnichenko) e Masha (Vasilisa Perelygina), due giovani donne che cercano di…

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stefanocapasso di stefanocapasso
7 stelle

Nella Leningrado del 1945 gli effetti della guerra appena terminata sono devastanti. Iya è una ragazza altissima, introversa con un disturbo da stress che periodicamente la paralizza. Proprio durante uno di questi momenti soffoca il piccolo Pashka, figlio dell’amica Masha che le aveva dato in affido il bambino in attesa di tornare dal fronte. Quando Masha scopre che il bimbo non…

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galaverna di galaverna
7 stelle

Un film cupo, girato quasi tutto in ambienti chiusi o in notturna, in un'Unione Sovietica fresca di vittoria contro i nazisti ma con le ferite ancora aperte del lungo assedio di Leningrado. In questo contesto si muovono le due protagoniste (per inciso artefici di un'ottima interpretazione) ex compagne sul fronte e ritrovatesi in circostanze drammatiche in un ospedale militare. Tuttavia…

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Mulligan71 di Mulligan71
8 stelle

"La Ragazza d'Autunno" è un titolo del tutto italianizzato e un po' misterioso rispetto, per esempio, all'inglese "Beanpole", "spilungona", soprannome di Iya, altissima e bravissima protagonista della pellicola del russo Balagov, regista molto giovane, solo 28 anni, ma già autore di due film che hanno suscitato un interesse internazionale, soprattutto fra i cinefili. Questo suo…

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Utile per 9 utenti

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laulilla di laulilla
9 stelle

È arrivato in sala l’attesissimo secondo film di Kantemir Balagov, regista del bellissimo Tesnota Nato nel 1991 e cresciuto alla scuola di A. Sokurov, l’enfant prodige ha imparato perfettamente a maneggiare gli strumenti del suo lavoro e questa volta ci ha raccontato, con impassibile distacco, alcune storie terribili dell’immediato dopoguerra (1945) a Leningrado,…

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yume di yume
9 stelle

“Il cuore, che male! Strappalo via! Strappalo via! Chi c’è, chi c’è lassù nel cielo?” “Non c’è nessuno lassù” “Eppure qualcuno mi ha ferito” da Madre e figlio di A. Sokurov   Citare Sokurov, e in particolare quel suo film, è d’obbligo, Kantemir Balagov,suo giovane allievo, sembra…

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cherubino di cherubino
9 stelle

          LA RAGAZZA D'AUTUNNO (2019)   ...e allora perchè ne scrivo già ora? Solo per invitare chi mi legga ad andarlo a vedere, secondo me è imperdibile. È sugli schermi solo dal 9 gennaio, due giorni fa, non so quanto durerà. Poi, avendo letto poco fa che è in lizza per il Premio Oscar al miglior film straniero,…

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Uscito nelle sale italiane il 6 gennaio 2020
2019
2019
locandina
Foto

Recensione

gaiart di gaiart
8 stelle

Leningrado. Seconda guerra mondiale.Sindrome postraumatica da stress causata dalla guerra e vista da parte delle donne e dall'enorme sacrificio da loro compiuto. Ci furono donne che combatterono. Cosa sconosciuta ai più. "Sono molto a mio agio con le donne e con la mia parte femminile " racconta il geniale regista russo, che dopo aver letto il libro ne rimane folgorato. Come noi! Il…

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