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Un tram che si chiama desiderio

Regia di Elia Kazan vedi scheda film

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La recensione su Un tram che si chiama desiderio

di steno79
9 stelle

Uno dei migliori film di Elia Kazan, e uno degli adattamenti più riusciti sullo schermo di un'opera teatrale di Tennessee Williams, sceneggiata dallo stesso autore con molta fedeltà al testo originale (la differenza principale è che, nella pièce, si parlava apertamente dell'omosessualità del marito suicida di Blanche, mentre nel film sono stati tolti i riferimenti a questo tema). Nonostante un'ottima accoglienza all'epoca della sua uscita sia da parte del pubblico che della critica (il critico del New York Times Bosley Crowther, all'epoca uno dei più influenti in America, lodò apertamente il film e gli attori), in certi commenti sul film di Kazan permane ancora l'equivoco che esso sia "teatro filmato", in quanto ambientato quasi completamente all'interno di un appartamento. Per sfatare questo luogo comune, mi permetto di riportare il parere di un bravo utente del nostro sito, John Merrick, che ad una mia domanda su questo tema rispose così:" Sarà paradossale ma il modo in cui Kazan si è impadronito dello spazio di quel fatiscente appartamento,dove si dipana gran parte della storia,è così dinamico che proprio non mi pare teatro filmato ma grande cinema,non vediamo da lontano personaggi che dicono battute fra 4 mura ma siamo immersi nella storia insieme a loro".
E' indubbio che la componente più importante dell'opera risieda nella recitazione del quartetto di interpreti, di cui ben 3 componenti furono premiati con l'Oscar (Vivien Leigh, Kim Hunter, Karl Malden). La Leigh trova in Blanche Dubois il personaggio più memorabile della sua carriera cinematografica e dà un'interpretazione di alto livello, probabilmente anche superiore a quella di Rossella O'Hara in Via col vento: la fragilità psichica del personaggio è resa perfettamente e viene a coincidere con quella dell'attrice stessa, che soffriva del cosiddetto disturbo bipolare e aveva frequenti crisi depressive e attacchi nervosi. Anche se le valse il suo secondo Oscar e ne rinnovò l'immagine di interprete di talento, la parte di Blanche contribuì al deterioramento delle condizioni di salute dell'attrice, tanto che, in anni seguenti, sembra che in certe occasioni la Leigh scambiasse se stessa proprio per il personaggio creato da Tennessee Williams. Marlon Brando era all'inizio della carriera, ma il suo talento nell'interpretare il rozzo Stanley è già notevole, unito ad un magnetismo e ad una carica di sensualità che fecero una profonda impressione sul pubblico dell'epoca; molto bravi anche i due co-protagonisti Hunter e Malden, per quanto inevitabilmente un pò in ombra rispetto ai due mostri sacri. Innovativa anche la colonna sonora di Alex North, candidata all'Oscar, che riflette gli stati d'animo soggettivi dei diversi personaggi. Esiste una versione integrale del film, mai circolata in Italia e uscita in anni recenti in America, in cui sono state reintegrate diverse battute censurate all'epoca e in cui, da quanto ho letto, forse ci sono più dettagli nella scena dello stupro di Blanche, che nella versione circolante in Italia era solo suggerito, attraverso un'ellissi narrativa che, di fatto, non ne consentiva la rappresentazione.
VOTO 9/10

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