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One Second

Regia di Zhang Yimou vedi scheda film

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La recensione su One Second

di pazuzu
8 stelle

Con ogni probabilità in qualche modo diverso da come era stato inizialmente concepito, si propone comunque come un sentito omaggio al cinema come strumento atto ad alimentare i sogni.

 

 

One Second: un secondo. L'esistenza di un secondo di riprese della figlia quattordicenne all'interno di un cinegiornale - immortalata come studentessa e lavoratrice modello - basta a Jiusheng Zhang per decidersi a sfidare il regime cinese, scappare dal campo in cui è confinato da sei anni per una banale rissa, attraversare il deserto e recarsi dove verrà proiettato unitamente al film Heroic Sons and Daughters. Giunto in ritardo alla proiezione più vicina, si dirige spedito verso il posto dove si terrà la seconda, ma lungo il percorso assiste al furto di una delle pizze: a rubarla è stata Sister Liu, una ragazzina più o meno coetanea della figlia, che vive sola con il fratello più piccolo e alla quale brandelli di pellicola servirebbero per costruire una lampada che il fratellino aveva casualmente incendiato. Dopo il primo incontro/scontro, il loro reciproco inseguirsi li porta presto alla meta, un villaggio dove il padrone del vapore è un uomo grottesco ma gentile che si fa chiamare Mr. Movie, si ritiene un pezzo grosso del Partito e si vanta di possedere una tazza con su una stampa che lo informa d'essere il "Miglior proiezionista del Mondo".

 

 

Veleggiando con scioltezza estrema a metà strada tra il dramma e la commedia, con spiccato senso della narrazione e uno humor sottile e stratificato, Yimou Zhang si muove con circospezione nel bel mezzo della Rivoluzione Culturale cinese, e quindi all'interno di un tessuto sociale dominato da una povertà e da una desolazione tali da rendere la proiezione di un film di propaganda e dell'annesso cinegiornale una specie di evento - in quanto unico momento di aggregazione - cui sarebbe sacrilego mancare, tanto che al rischio che la proiezione salti l'intera popolazione si attiva per la pulizia, fotogramma per fotogramma, di una bobina giunta attorcigliata, sporca e pressoché inutilizzabile («Qualsiasi cosa proietto, la guardano; resterebbero tutta la notte»).

 

 

Pronto per essere presentato in anteprima a Berlino 2019 ma poi bloccato per non meglio precisati problemi di post-produzione presumibilmente assimilabili al concetto di "censura di stato", One Second è stato modificato e poi distribuito a fine 2020 in patria per poi approdare nel resto del mondo nel 2021: con ogni probabilità in qualche modo diverso da come era stato inizialmente concepito, si propone comunque come un sentito omaggio al cinema come strumento atto ad alimentare i sogni, e come il racconto appassionato e delicato di un rapporto conflittuale tra due soggetti alle prese ciascuno con le proprie perdite, che non tardano a trovare punti di contatto e affinità nel contesto di un paese che comanda ed ignora, pronto a cancellare o seppellire immagini o ricordi sotto cumuli di sabbia.

 

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