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Bonjour tristesse!

Regia di Otto Preminger vedi scheda film

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La recensione su Bonjour tristesse!

di teaestefano
8 stelle

Interessante film, e direi originale per il suo tono e la sua atmosfera: il primo è lieve ma non superficiale, la seconda a metà tra il giocoso velato di malinconia, il lirico, il nostalgico. Benché Niven e la Kerr siano al solito molto bravi, direi che la pellicola poggia molto sulle spalle della bella Seberg, che qui era ancora molto giovane e forse un po' acerba, e che in futuro sarebbe diventata ancora più bella. Comunque la sua giocosità, le sue smorfiette e i suoi improvvisi cambi d'umore entrambi molto femminili, e i suoi sguardi obliqui per gelosia o rancore danno molto alla sostanza del film. La vecchia gloria Preminger dirige con precisione e serenità, e riesce appunto a conferire al film quella particolare atmosfera. Il tema è in fondo quello - molto frequente nell'arte e nella realtà - che gli intrallazzi sentimentali, le strategie per allontanare quei due e mettere insieme quegli altri in base a calcoli, voglie o gelosie non portano mai al fine sperato, e anzi causano molti problemi, magari tragedie. Se siamo in una commedia tutto andrà "male" ma finirà anche in una risata e in uno stato di cose imprevisto ma positivo, tuttavia qui siamo in un film drammatico. Secondo me la gelosia della diciassettenne ragazzetta per il paparino non risiede solo nel timore di perdere il suo affetto a causa della matrigna, ma, per dirla fuori dai denti, soprattutto a causa del rapporto vagamente incestuoso che c'è tra i due. Il regista, infatti, insiste parecchio nel far vedere i due che si scambiano coccole, carezze, abbracci, e persino bacetti sulla bocca, che francamente sono un po' eccessivi tra padre e figlia. Tra i due, oserei dire, c'è un casto rapporto incestuoso, di certo inconsapevole, che scatena l'immediata gelosia della figlia non appena il padre sembra prendere sul serio una donna. E' una gelosia che concepisce i più diabolici piani per liberarsi della rivale; una gelosia così velenosa che blocca la ragazza anche quando ha un pentimento in extremis. La Kerr è una matrigna coi suoi difetti ma non disprezzabile, ed è intensa e commovente quando rimane sconvolta per il tradimento di Niven. La scelta del bianco e nero per il triste presente la trovo indovinata, come pure lo è la bella canzone "Bonjour Tristesse". Alla fine padre e figlia, entrambi coscienti di aver commesso il male, cercano invano di soffocare il rimorso della coscienza e non hanno la forza di sputare il rospo, ammettendo il misfatto a se stessi e all'altro. Questo gesto sarebbe liberatorio. Tuttavia tacciono e si riducono a vivere nella tristezza recitando la parte dei felici, mentre cercano invano di soffocare con tonnellate di vita mondana la voce che da dentro grida loro il male compiuto.

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