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The Lodge

Regia di Severin Fiala, Veronika Franz vedi scheda film

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La recensione su The Lodge

di Furetto60
6 stelle

Tra thriller e horror,discreto lavoro di Severin Fiala e Veronika Franz.

Richard Hall dopo o forse anche prima, del suicidio della moglie Laura, ha intrapreso una relazione con Grace, una donna dal passato tormentato, unica sopravvissuta ad un suicidio di massa, invisa ai due figli adolescenti di lui, Aiden e Mia che la ritengono in qualche modo responsabile della fine della madre. Deciso a sposarla, pensa bene di organizzare con i due bambini e con Grace, un soggiorno natalizio in una baita di montagna sperduta, in mezzo alla neve, tuttavia, richiamato per lavoro in città, lascia in casa da soli i tre. Per Grace, la faccenda non è facile, figlia del leader della setta di esaltati, quando lei aveva appena 12 anni, si erano uccisi davanti ai suoi occhi, non ha mai superato il trauma e il ricordo la ossessiona. I due ragazzini a conoscenza del suo tragico passato danno il via a un sottile stillicidio emotivo e psicologico, approfittando del soggetto decisamente instabile, si producono nello scherzo più sinistro e atroce che si possa immaginare. Lo stratagemma è quello di farle credere di essere tutti e tre morti, svuotando completamente la casa di cibo e masserizie , togliendo l’elettricità e nascondendo tutto ciò che, possa dare l’illusione di trovarsi ancora in un posto normale, anche i cellulari diventano inutilizzabili . Quello che i bambini diabolicamente  fabbricano è  un non-luogo, un limbo, la cui sensazione di sospensione, viene accentuata dal riproporre sempre la stessa data impostata nell’orologio della casa, dalla bufera di neve che rende tutto il circondario  impalpabile, rifacendo sentire alla donna i sermoni che le ripeteva il folle padre-santone, attraverso una radio collocata nell’ultimo piano della casa, da cui la voce del fanatico, risuona per ogni dove, fino a penetrare nella mente di Grace, facendo  credere alla donna di essere nel Purgatorio. Cosi Grace è colta da un’allucinazione religiosa, in cui i simboli del sacro, i crocifissi appesi in giro per la casa e ancor più un quadro inquietante, preludono al “Giudizio Finale”. Così, mentre il vento gelido soffia alle finestre e le lande innevate impediscono di raggiungere a piedi il più vicino centro abitato, Grace prigioniera della sua psicosi, sprofonda nella pazzia paranoide e i dogmi religiosi trasmessigli nell'infanzia, riaffiorano drammaticamente nella sua psiche malata, cosi il pentimento per i propri peccati, diventa l’unica via per la redenzione. Privata anche dei suoi medicinali, non ha più il controllo sulla mente, entra in uno stato di trance, scivolando in pieno delirio, Grace si auto-infligge punizioni corporali, per depurarsi e potersi meritare il Paradiso, ormai in balia della follia religiosa, compie le sue fatali azioni, che si ripercuotono sull’ intera famiglia. I bambini terrorizzati dalla piega degli eventi, capiscono loro malgrado, di essere andati oltre , ma ormai è troppo tardi. Camere fisse, inquadrature simmetriche, lunghi piani sequenza, poca musica, isolamento, reclusione dei protagonisti e discesa di Grace in un mondo in cui la realtà e la paura si confondono. Tutto  sembra ricordare e  omaggiare Kubrick e il suo Jack Torrance. Severin Fiala e Veronika Franz, tornano a lavorare insieme a cinque anni dal Goodnight Mommy, per un altro thriller psicologico. Diretto dal duo di registi austriaci ,che scrivono anche la sceneggiatura insieme a Sergio Casci, il film riesce a creare un giusto climax, anche se ci sono lungaggini e il ritmo del racconto è discontinuo, a picchi di tensione, si alternano  momenti lenti, che esprimono il senso della graduale perdita di connessione con la realtà, il gioco è quello di mantenere il pubblico incredulo e sospeso tra più possibili realtà, la narrazione labirintica e ingannevole, è strumentale, a farci calare nelle torbide atmosfere e nella mente contorta di Grace. Più thriller che horror, non male.

 

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