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L'ufficiale e la spia

Regia di Roman Polanski vedi scheda film

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La recensione su L'ufficiale e la spia

di alan smithee
9 stelle

scena

L'ufficiale e la spia (2019): scena

VENEZIA 76 - CONCORSO La verità deve emergere, e il mistero legato ai fatti e misfatti che gravitano attorno a "l'affaire Dreyfuss", sono sembrati a Polanski, con assoluta pertinenza, quelli emblematici per metterci in condizione di misurarci di fronte allgli effetti di chi si rende vittima dell'ingiustizia di un complotto dai tratti inespugnabili. Lo scandalo Dreyfuss, in grado di sbriciolare, se portato alla luce, la credibilità di un sistema marziale concettualmente immacolato e votato alla giustizia come quello dell'esercito francese, e così fortemente percepito dall'opinione pubblica da meritarsi coraggiose prese di posizione pubbliche come quelle di Emile Zola nel suo coraggioso "J'accuse", che dà titolo (originale) allo splendido ultimo lavoro di Polanski, fu una battaglia impari almeno come lo scontro mitologico tra Davide e Golia.

Louis Garrel, Jean Dujardin

L'ufficiale e la spia (2019): Louis Garrel, Jean Dujardin

scena

L'ufficiale e la spia (2019): scena

A combatterla un tenace commissario del controspionaggio piuttosto avverso caratterialmente al modo di fare dell'accusato Dreyfuss, e nemmeno molto simpatizzante per la causa ebrea, propria del tenente accusato. Ma completamente disposto a mettere a repentaglio la propria carriera e credibilità militare, non appena convinto della strumentalizzazione esercitata dai molti veri responsabili, ai danni di un unico vero accusato, completamente estraneo ai gravi fatti imputati. Impossibile non pensare ad un film testamento, per il grande cineasta polacco, in cui il grandissimo regista utilizzi l'esemplare travaglio martirizzante del capitano assservito come capro espiatorio e punito con un isolamento di oltre dodici anni, per raccontarci - indirettamente e per trasposta persona - la sua personale, nota e controversa via crucis giudiziaria che, pur di portata più personale, per quanto eticamente non meno grave, lo coinvolge ormai da oltre un quarantennio senza che una soluzione possa chiuderne per sempre le pendenze.

Jean Dujardin

L'ufficiale e la spia (2019): Jean Dujardin

Polanski sceglie ed azzecca in pieno di mescolare l'affresco storico minuziosamente ricostruito, con le fasi concitate di un thriller quanto realmente merita l'intrigo occorso innanzi all'ipotetico tradimento di Dreyfuss. Narrato in modo via via più incalzante, concentrato dal punto di vista del caparbio e tenace George Piquard, J'accuse cerca verità assolute, certo, ma non pretende di discernere personaggi completamente immacolati da altrettante anime dannatamente senza salvezza. La verità e la giustizia terrena meritano di essere appianate. Gli individui che le vivono, vanno giudicati ognuno per la propria innocenza o colpevolezza terrene. Per quelle divine, il giudizio può certo aspettare.

Emmanuelle Seigner

L'ufficiale e la spia (2019): Emmanuelle Seigner

Roman Polanski

L'ufficiale e la spia (2019): Roman Polanski

Senza perdersi tra le inutili polemiche che hanno accompagnato il film sin prima dell'inizio del Festival, con J'accuse Polanski, che poco o mai ha sbagliato lungo una carriera impeccabile, ma tormentata lunga un sessantennio, torna in zona capolavoro col film più scomodo ma pure calzante di cui egli si possa immaginare portatore e garante. Nel cast superlativo chiamato a ricoprire i principali ruoli necesari, Jean Dujardin è perfetto per postura e phisique du role. Lo affiancano, non meno perfetti e pertinenti, volti francofoni di grande classe come Louis Garrell nei panni ddell'accussato, Grégory Gadebois in quelli biechi della vera spia; e poi ancora Amalric, Poupaud, Gourmet, Perez, sino alla splendida, iconica, giunonica materna Emmanuelle Seigner, figura femminile tenera ma anche intelligente e di carattere, in grado di perdonare, ma anche di prendersi le proprie indipendenti ed orgogliose decisioni.

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