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Letto numero 6

Regia di Milena Cocozza vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Letto numero 6

di alan smithee
5 stelle

TFF 36 - AFTER HOURS

Una giovane dottoressa precaria cela la sua recentemente scoperta maternità al titolare di un ospedale pediatrico amico del marito imprenditore, che le offre un posto di lavoro presso la struttura che dirige.

La donna scopre solo all'atto di iniziare il suo lavoro, che andrà a sostituire una collega recentemente suicidatasi gettandosi nel vuoto dalla camera nr. 6 che ospita alcuni bambini malati e caratterialmente problematici.

l'incipit galvanizzante che ci viene offerto ad inizio film, ci illustra nei dettagli la macabra dinamica di quel volo mortale.

Alla dottoressa viene assegnato il turno notturno al pari della collega morta, e durante le sue notti di lavoro ed ispezione, la donna inizierà a venire a contatto con un bimbo misterioso che di fatto solo lei riesce a vedere, e col quale la donna inizia ad interagire, maturando alcune macabre convinzioni inerenti ciò che si cela addentro quella tetra clinica per bambini.

Storie di fantasmi bambini, di riti satanici dagli effetti impestanti, che ben si addicono alla cupa ambientazione scenica prescelta, ovvero quella dell'ospedale a gestione religiosa un tempo manicomio.

Nel film s'esordio di Milena Cocozza, qui impegnata in una operazione prodotta dai Manetti Bros., c'è tanto e forse troppo, ma le atmosfere puntuali da film horror italico d'annata '70 appaiono efficaci, ed anche qualche spavento tutt'altro che originale, ma di efficace presa emotiva.

Carolina Crescentini strilla molto, strabuzza lo sguardo e si divincola in modo ostentato, ma nonostante tutto ci pare una delle interpreti ideali per affrontare questa storia di genere eccessiva e non priva di qualche elemento di umorismo pseudo-involontario che fa piacere ritrovare in una produzione che ricorda certe incursioni di inizio anni '80 nell'horror nostrano alla Lamberto Bava.  

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