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Piccole donne

Regia di Greta Gerwig vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Piccole donne

di bufera
6 stelle

Ennesima trasposizione cinematografica dell'amatissimo romanzo di Louisa May Alcott ad opera di Greta Gerwig alla sua seconda regia. non mielosa ma nemmeno particolarmente emozionante.

 

 

Siamo alla quinta trasposizione cinematografica di  Piccole Donne (Little  Women), del famoso e amato romanzo di  Louisa May Alcott, scritto nel 1868 e nel 1869,e poi fondendo i due volumi in uno nel 1880, che segue il passaggio dall’adolescenza all’età adulta delle quattro sorelle March (Meg, Jo, Amy e Beth) dietro le quali si adombrano le sorelle della Alcott ,con Jo suo alter ego.La famiglia March risente dei disagi dovuti alla Guerra di Secessione,e della mancanza del padre (pastore richiamato al fronte). Nel racconto di questa storia la Alcott si mostrò femminista ante litteram per lo spirito di indipendenza e creatività delle ragazze (Jo vuol fare la scrittrice, Amy ha ambizioni artistiche nell’ambito della pittura, Beth adora suonare il piano e solo Meg aspira a farsi una famiglia).

 

Quanto a chi scrive ha visto e recensito qui i film di George Cukor (1933), di Mervyn LeRoy(1949) e quello di Gilliam Armstrong (1994) ma non è riuscita a reperire quello del1978 diretto da David Lowell Rich, e oggi approccia l’ultima versione del 2019, uscita in sala da pochi giorni, con la sceneggiatura di Greta Gerwig, che ne ha scritte già molte anche a quattro mani, ed è alla sua seconda regia, dopo "Lady Bird”,che ebbe un buon successo, anche per merito della sua protagonista Soirse Ronan (suo alter ego) che qui interpreta la parte della volitiva Jo.

 

La rilettura della Gerwig dell’antico romanzo non fa che esaltare il modernismo che era “in nuce” già nel secolo scorso e ribaltare il racconto con una narrazione non lineare ma costruita con numerosi flash back spesso non ben distinguibili che possono confondere lo spettatore che non ha letto il romanzo, e oggi sono molti, specie le ragazzine che accorrono in massa a vederlo e poi riempiono di domande le madri.

 

Comunque il cast è ben tenuto in pugno dalla regista, sceneggiatrice e anche attrice (Frances Ha, Mistress America, Il piano di Maggie, Le donne della mia vita, Lola Versus, per citarne qualcuno), anche se emergono anzitutto Soirse Ronan come Jo, Florence Pugh come una convincente Amy, Laura Dern, nella parte della madre, l'eccezionale Meryl Streep, come zia March, sacrificata in poche scene e Chris Cooper come nonno di Laurie. Nulla di particolare da dire sugli altri,compreso,Timothée Chalamet, un improbabile Laurie, Emma Watson, come Meg ed Eliza Scanlen come Beth, forse un po’ troppo florida per la parte.I giovani in generale, penso assecondando  i dettami della regista, si agitano un po' troppo cimentandosi in una recitazione spesso sopra le righe.

 

 

Gli interni sono ricostruiti adeguatamente al periodo ma si aggiungono magnifiche riprese esterne sulla riva del mare, nei parchi e tra la folla grazie alla fotografia di Yorick Le Saux, le scenografie di Jess Gonchor e i costumi di Jacqueline Durran.Di repertorio, ma sempre eccellenti le musiche di Alexandre Desplat.

 

 

 Ci si poteva aspettare qualcosa di più, considerando la volontà di riportare sullo schermo ancora una volta un famosa e amata storia, già diretta da notevoli registi. Forse la modernizzazione che Greta Gerwig aveva ragione di fare è consistita essenzialmente nella narrazione volutamente caotica, che sacrifica episodi rilevanti ad altri quasi inutili, e nel sottolineare  il coraggioso indipendentismo

delle ragazze dell'epoca in cui il romanzo fu scritto e che ha ispirato altre scrittrici degli anni successivi come Erica Jong e la nostra Elena Ferrate,come la Gerwig stessa ha dichiarato. Non era un'impresa facile e non sembra riuscita perfettamente, ma ci si augura

che la prossima volta andrà meglio.

 

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