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Pokémon Detective Pikachu

Regia di Rob Letterman vedi scheda film

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La recensione su Pokémon Detective Pikachu

di Malpaso
7 stelle

Un film d'intrattenimento divertente e visivamente splendido.

La recensione che segue la trovate anche sul mio blog.

 

Più volte Hollywood ha tentato di trasporre sul grande schermo anime o videogiochi di successo provenienti dal paese del Sol levante, quasi sempre con risultati scadenti. Per questo motivo stupisce ancor di più il fatto che Pokémon Detective Pikachu sia un bel film d’intrattenimento, considerata la complessità che avrebbe comportato adattare per lo schermo un universo narrativo costituito, oltre che da una serie regolare di videogiochi, da svariati spin-off videoludici o d’animazione.

 

Pur raccogliendo l’eredità del primo lungometraggio del 1998 (Pokémon il film) e lanciando molti richiami alla storica serie animata, Pokémon Detective Pikachu, co-produzione nippo-americana diretta da Rob Letterman, si configura come un’opera a sé stante, dignitosa ed affatto banale, seppur tratta dall’omonimo gioco del 2016. Il regista gioca con una sceneggiatura semplice e lineare, a tratti eccessivamente didascalica, e mischia il genere d’avventura per ragazzi all’estetica del neo-noir, il tutto farcito di un umorismo dissacrante adatto sia al pubblico più giovane che a quello un po’ più maturo.

 

A conti fatti, ci troviamo davanti ad un prodotto pensato soprattutto per la generazione nata in pieni anni novanta: oltre agli ovvi pokémon, la pellicola omaggia cult cinematografici come Jurassic Park e Fight Club, calibrando anche a dovere derivazioni occidentali ed orientali dettate dalla sua natura intercontinentale: la stessa città in cui sono ambientate le vicende (Ryme City) ne è il manifesto, trattandosi di una palese commistione tra New York e Tokyo. Il film è visivamente splendido, sia nelle grandiose e futuristiche scenografie che nella resa dei “mostri tascabili”: per un’ora e tre quarti il mondo che si para di fronte agli occhi dello spettatore sembra verosimile, con l’aiuto di una trama semplice, ma enigmatica, che gli assicura un buon grado d’immersione, e di una regia che riesce a tenerne in pugno l’attenzione dando all’intreccio un ritmo abbastanza sostenuto, il quale ha solo un paio di scivoloni nella seconda parte.

 

Pokémon Detective Pikachu è un’opera divertente, ma anche capace di commuovere gli appassionati nostalgici e chi invece è più sensibile a certe tematiche: viene infatti trattato il tema del rapporto padre e figlio. Totalmente trascurabile invece la dovuta tematica ambientalista. Il cast è formato da attori esperti quali Ken Watanabe e Bill Nighy, ma la vera sorpresa è la bravura del giovane protagonista Justice Smith, capace di reggere sulle proprie spalle il peso di una produzione di tale portata. Peccato per una seconda parte di film nella quale la sceneggiatura incespica un attimo e alcuni passaggi narrativi risultano difficili da collegare, per non parlare della mancanza di una vera e propria scena indimenticabile in essa, mentre solo nella prima mezz’ora se ne trovano almeno due. Tutto ciò non permette a questo Pokémon Detective Pikachu di imporsi come una delle migliori pellicole d’intrattenimento dell’ultimo periodo, ma resta comunque un prodotto decoroso e meritevole di una chance.

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