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Le Mans '66 - La grande sfida

Regia di James Mangold vedi scheda film

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La recensione su Le Mans '66 - La grande sfida

di supadany
8 stelle

In linea di massima, per ribaltare un pronostico nettamente sfavorevole e portare a compimento un’impresa, devono sposarsi una serie di fattori. Come prima cosa, qualcuno dall’alto deve partorire un’ambizione e mettere a disposizione una somma smisurata di denaro, in modo tale da dare il via al progetto. In secondo luogo, il responsabile sul campo deve avere esperienza e vederci lungo, sapendo trattare la materia in oggetto in ognuna delle sue variabili. Dopodiché, senza un pizzico di fortuna non si va lontano e la pazienza risulta indispensabile per non gettare la spugna dinanzi agli inevitabili intoppi, talvolta generati anche internamente o frutto di sconfitte brucianti.

Detto tutto questo, alla fine non si può fare a meno del cavallo vincente. Un uomo che affronti la sfida senza levare il pedale dall’acceleratore, un genio del settore, come tale difficile da scovare e poi trattare. Un oggetto per i più misterioso, su cui riporre una pervicace fiducia, anche quando sarebbe più comodo orientarsi altrove, puntando sull’affidabilità, che però non consente di attuare l’ultimo e decisivo step. Proprio quello che segna la differenza tra una vittoria e una sconfitta.

Detroit, anni sessanta. Per rilanciare un’immagine ormai offuscata, il colosso automobilistico Ford decide di gareggiare nella 24 ore di Le Mans, la corsa più prestigiosa del mondo, con l’obiettivo di togliere lo scettro alla Ferrari, in apparenza avversario distante anni luce.   

Così, Henry Ford II (Tracy Letts) e Lee Iacocca (Jon Bernthal) affidano a Carroll Shelby (Matt Damon), ex campione fermato anzitempo da un problema cardiaco, l’incarico di guidare il team. Sarà proprio lui a puntare tutto sullo sconosciuto pilota Ken Miles (Christian Bale), tanto talentuoso quanto difficile da gestire.      

Nonostante le reticenze e i comportamenti scorretti del responsabile Leo Beebe (Josh Lucas), Ken avrà la sua grande occasione in pista.

 

Christian Bale, Matt Damon

Le Mans '66 - La grande sfida (2019): Christian Bale, Matt Damon

 

Le Mans ’66 – La grande sfida – titolo più calzante dell’originale Ford v. Ferrari giacché la Ferrari rimane sempre sullo sfondo della vicenda – torna indietro nel tempo per rievocare una pagina sportiva meno nota di altre, ideale non solo per lo spettacolo, espresso con disinvoltura in più forme e discreto costrutto, ma anche per scodellare copiose considerazioni sul fattore umano, quello che oggi tende a soccombere impietosamente sotto il peso delle macchine (intese nel loro insieme tecnologico).

Una portata poliedrica, perfettamente incline alle corde del regista James Mangold, da sempre eclettico e capace di addentrarsi in ogni tipo di soggetto e genere ricavandone concretezza, dall’intimità dell’esordio Dolly’s restaurant al poliziesco di Cop Land, dal dramma Ragazze interrotte al romanticismo di Kate & Leopold, dal thriller senza tregua di Identità al biopic musicale Quando l’amore brucia l’anima, dal western di Quel treno per Yuma, fino al recente Logan – The Wolverine, che gli ha permesso di incassare sostanziosi crediti.

Nella fattispecie, entra nell’insidioso mondo dei motori (il suo taccuino annovera pochi successi e tanti fallimenti) e rispolvera una vicenda dal timbro tipicamente americano, con un passo da maratoneta, o meglio dire da corsa automobilistica di lunga percorrenza, personaggi d’impatto immediato, conflitti accesi (tra personaggi e all’interno dei singoli animi) e un cast agglomerato senza fare economia, con alcune eccellenze, qualche sorpresa e chi si è dovuto accontentare di occupare una casella.

Quindi, quando si scende in pista il rombo dei motori fa il suo mestiere, soprattutto nella lunga parte destinata alla corsa che dà il titolo, ma intorno spiccano gli uomini, con i loro punti forti e le debolezze, le sostanziali differenze tra chi bada al marketing e chi si sporca le mani, chi sente la vettura come un prolungamento del suo corpo e chi non distingue le pere dalle mele, chi rispetta le regole e chi le riscrive (insieme alla Storia dei motori), la (presunta) furbizia e il talento puro, gli scippi in piena regola e i riconoscimenti a posteriori.

Un assetto solido, per usare un termine calcistico, da clean sheet (è esente da strafalcioni, almeno per il punto di vista che adotta), e leggero, alternando gli umori non si scorda di seminare pillole di umorismo, che stringe rapporti umani e crea rivalità, sfruttando il lauto materiale umano a disposizione. Ovviamente, Christian Bale ricopre la parte del leone, andando sopra le righe con quell’istrionismo che gli consente di ben figurare sempre e comunque, mentre Matt Damon si difende alla grande, dando vita a una delle sue interpretazioni più mature. Intorno a loro, Tracy Letts trasmette la classe e la sicurezza che gli competono, Caitriona Balfe è amorevole, Josh Lucas riesce a essere sinceramente spregevole e Jon Bernthal stranamente non è mai chiamato a perdere la pazienza.

 

Christian Bale

Le Mans '66 - La grande sfida (2019): Christian Bale

         

Dunque, Le Mans ’66 – La grande sfida è un film fieramente popolare, che riesce a essere coinvolgente, nel quale la lunga durata è del tutto giustificata e non pesa mai, in virtù di un dosaggio equilibrato degli elementi espressi. Non un film gigantesco ma al contempo autorevole per l’ordine che conferisce alla narrazione e per come valorizza le risorse disponibili, con un intruglio di contrapposizioni e personalità che emergono a chiare lettere senza che nulla sia lasciato al caso.

Tonico e amalgamato, senza lampi di genio ma con parecchia sostanza.

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