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Yesterday

Regia di Danny Boyle vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Yesterday

di alan smithee
5 stelle

CINEMA OLTRECONFINE

Il "bug" tanto profetizzato ad aprire nel disordine più totale le porte del nuovo millennio, sembrava una ipotesi azzardata e catastrofista fine a se stessa... almeno fino a quando essa accade per davvero, seppur in sordina e in netto ritardo rispetto alla vera ricorrenza.

Un bizzarro blackout fugace ma generalizzato, che oscura per qualche secondo l'intero pianeta, ed ecco che, col riapparire della luce artificiale e dell'energia, certi piccoli grandi particolari, trascurabili solo in senso assoluto e vago, consentiranno a certe persone di cambiare radicalmente le proprie abitudini e possibilità di successo o soddisfazione.

Al dotato, ma assai sfortunato cantautore Jack Malik, quel fenomeno, ovvero quella imprevista interruzione dell'elettricità a livello mondiale per il brevissimo lasso di 12 minuti, cambierà completamente la vita: il buio improvviso gli procurerà innanzi tutto un catastrofico incontro ravvicinato con un autobus che gli causerà malori fisici per l'urto subito, e la perdita dei due denti davanti dell'arcata superiore, ma soprattutto gli farà scoprire che, dopo questo banale balckout, la gente ha completamente cancellato dalla propria mente il ricordo dei Beatles e di tutta la loro fondamentale, apprezzatissima opera musicale.

Saprà approfittarne, travolto da un successo planetario che lo trascinerà ai vertici di ogni divismo plausibile, ma mettendolo anche in condizione di pregiudicare il rapporto, perfetto anche se tutto in definizione, con la bella Ellie, manager improvvisata del ragazzo, amica del cuore con aspirazioni a divenire qualcosa di ben più pregiato e intimo nel cuore del ragazzo.

Oltre dieci anni dopo il successo planetario di The millionaire, film che ha permesso allo scaltro e talentuoso Danny Boyle di accaparrarsi  ben 8 Oscar (sin troppi, ammettiamolo!!!) tra cui quello come miglior film, regia e sceneggiatura non originale, ecco che il celebre cineasta di Manchester torna nei dintorni della commedia brillante e sofisticata in cui il fato e gli scherzi del destino giocano una carta fondamentale per deviare indirizzo a vite inesorabilmente avvitate attorno a se stesse in modo apparentemente inestricabile.

Boyle lo fa giocando molto bene le sue carte, e confezionando ancora una volta un prodotto sulla carta impeccabile, dirigendo la storia con il polso e l'arte di tenere desta l'attenzione che gli abbiamo sempre riconosciuto e che abbiamo amato soprattutto agli esordi (Piccoli omicidi tra amici, Trainspotting, 28 giorni dopo e Sunshine) forte anche stavolta di interpreti scelti con lungimiranza (la coppia che stenta a definirsi formata da Himesh Patel e la deliziosa Lily James), di apparizioni importanti e glamour come quella di un cantante che, nel bene e nel male, va per la maggiore come è oggi Ed Sheeran (che accetta di prendersi in giro e farsi persino un po' sfottere con l'intelligente disincanto di chi ha solo il problema di farsi accettare da una unanimità quasi raggiunta).

Tutto un mix ben amalgamato al servizio di una storiella leggerissima che ha dalla sua la formula per saper accattivare a sé le folle, facendosi amare probabilmente più di quanto effettivamente meriti.

Efficace per verosimiglianza presunta, il cameo tenero che verso la fine ci fa rivivere l'emozione di ritrovare la persona giusta, nel momento più appropriato e risolutore. Di più non si può dire.

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