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Joker

Regia di Todd Phillips vedi scheda film

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Marco Poggi

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La recensione su Joker

di Marco Poggi
7 stelle

La discesa all'infermo del pagliaccio triste, che sogna anche di diventare un comico del cabaret e della tv, Arthur Fleck (una delle tante identità pubbliche del Joker, antagonista per eccellenza di Batman dei fumetti DC Comics).

La discesa all'Infermo del pagliaccio triste, che sogna anche di diventare un comico del cabaret e della tv, Arthur Fleck (una delle tante identità pubbliche del Joker, antagonista per eccellenza di Batman dei fumetti DC Comics che, pure qui, dove conquista inaspettatamente un film solitario, conferma come il personaggio non abbia un'origine definita ma molteplici, a seconda delle interpretazioni). Ambientato nei primi anni '80, il film ha dalla sua un Joaquin Phoenix che, non avendo un Batman da affrontare, perché ancora piccolo, se la prende comunque con la società di cui fa anche parte il personaggio di Robert de Niro, che qui Murrau Franklin,  uno showman che lo deride in tv, e ruba tutte le scene divorando, con la sua roboante risata, tutto il cast (non c'è madre malata, o Thomas Wayne, o presunta fidanzata, o psichiatra che tengano) . Strepitosa prova attoriale del protagonista e della sua risata isterica e malata, perché, per un attimo, ci si mette volentieri nei suoi panni di perdente, per poi chiedersi se quel vediamo sullo schermo è la realtà o la finzione di una mente schizofrenica in cerca di comprensione ed affetto (all'inizio). Gotham city diventa qui la New York realistica  dei film di Scorsese degli anni'70/80, quella di "TAXI DRIVER" e di "RE PER UNA NOTTE" (il Murray Franklin di Robert de Niro, infatti, non è altro che un Rupert Pupkin invecchiato e cinico quanto lo era il personaggio di Jerry Lewis in quel film, che nel 1982, fu un flop al botteghino, maa che oggi è un classico del cinema d'autore), eppure compaiono il manicomio di Arkham e gli Wayne, dove addirittura il capostipite Thomas si vorrebbe anche candidare a sindaco. E' la "solita" città corrotta che genera rivolte popolari e mostri come Arthiur Fleck, che ottiene il rispetto di tutti proprio quando diventa ciò che deve diventare. E' un film sulla traformazione di un uomo, oppure un'allucinazione di un malato di mente, o è tutte e due le cose e nessuna?  Bel dilemma. Non un film d'azione, perché come ho detto, manca Batman, ma intrspettivo al punto giusto che fa uscire dalla sala sconcertati, ma anche soddisfatti d'aver visto un cine-fumetti dalle ambizioni autoriali. Todd PPhillips ha ancora mlto da imparare, però è sulla buona strada. Meritato il Leone d'oro a Venezia.

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