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Carne tremula

Regia di Pedro Almodóvar vedi scheda film

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GARIBALDI1975

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La recensione su Carne tremula

di GARIBALDI1975
8 stelle

Il Maestro della regia Pedro Almodovar  con 'Carne tremula' ci offre una storia coinvolgente di cinque persone le cui vite sono irrimediabilmente intrecciate. Almodovar forma un pentagono di vite che si attorcigliano, si spingono e sfiorano in una sola figura geometrica.

 

 

Il film, ambientato a Madrid, inizia con una mamma che ha le doglie (una splendida Penelope Cruz) che di notte, lungo il tragitto per la maternità, non farà in tempo ad arrivare e così darà alla luce il suo impaziente bambino, nel bel mezzo della capitale spagnola, su un autobus della linea urbana. Lei chiamerà il piccolo Victor.

 

 

Venti anni più tardi, Victor è un giovane uomo, impaziente di imparare l'arte dell'amore. Un incontro fortuito di una notte con l'affascinante Elena (Francesca Neri), fa credere all'ingenuo Victor di aver trovato la strada per diventare il più grande amante del mondo.

 

 

Ma sin dalla nascita, i 'percorsi' di vita per Victor non sono mai facili. Recatosi presso la casa di Elena, lei è in crisi di astinenza, scatta un litigio tra i due, per il quale interviene la polizia. Quando Victor provoca un poliziotto coraggioso intento a proteggere Elena, di nome David (Javier Bardem), gli parte accidentalmente un proiettile che colpisce l'agente, rendendolo paraplegico. Victor rischia sei anni di carcere. In carcere Victor finisce gli studi e coltiva odio e vendetta per David, il poliziotto, che nel frattempo è diventato un eroe nazionale di basket in Paraolimpiadi, e per Elena, che ha ripulito la sua vita e per riscattare i suoi errori si è data al volontariato ed è diventata la moglie devota di David, il poliziotto che rimase paraplegico.

 

A 26 anni, Victor è di nuovo libero. Mentre visita la tomba di sua madre, egli vede Elena al funerale del padre di lei. Lì conosce una donna di nome Clara, molti anni più grande di lui, che gli insegna 'volentieri' tutto quello che serve per 'soddisfare' una donna.  Tutti gli incontri sono pericolosamente fortuiti.

 

Almodovar costruisce una ragnatela aggrovigliata a forma di pentagono, ogni lato è un personaggio, con il quale lo spettatore è costretto a confrontarsi in conflitti tra amore e lussuria, sensi di colpa e innocenza, amore e comprensione, fiducia e controllo, una vecchia, tetra e cinica polizia di stato e una Spagna coraggiosa, schietta e contemporanea ... tutti fusi in un cuore palpitante, in un colorato thriller romantico. Forse è il film meno appariscente ma il più accessibile e godibile di Almodovar. 

 

'Carne tremula' è un film passionale e frizzante. E' un film semplice, ma con una trama che inchioda lo spettatore alla sedia; non ha tempi morti. L'approccio di Almodovar a questi personaggi torturati è fatto con amore passionale e umorismo gentile. Nulla è prevedibile. Non tutto è stato spiegato in monologhi convenienti, anzi le conclusioni le fa raggiungere allo spettatore, regalandogli una trama semplice, ma dal significato assolutamente non scontato. Almodovar ha un modo garbato di confidare nella intelligenza dello spettatore. Ciò è molto coinvolgente.

 

'Carne tremula'  ha delle peculiarità. Ad esempio il paraplegico David (Javier Bardem) è presentato come un uomo coraggioso e 'caliente'; ma  raramente, se non mai, si vede un personaggio sulla sedia a rotelle che in un film trasuda così tanta sensualità e stile. Non solo, ma tutta la logistica della vita su una sedia a rotelle, come entrare e uscire da una macchina da solo, o sedersi a letto, sono rappresentati senza la minima traccia di pietà.

 

Forse è una caratteristica della cinematografia spagnola, ma nessuno dei personaggi sembra essere gracile, anche dal punto di vista psicologico. Tutti hanno quella candida sincerità di affermare coraggiosamente i loro desideri con travolgente schiettezza; così come osserva David nei confronti di Elena il giorno dopo che lei rivela -con calma olimpionica- la sua relazione adulterina della sera prima,  'tu sei offensivamente onesta'.

 

 

Non so cosa rende i film di Almodovar così accattivanti. Forse è il colore, le protagoniste sembrano sempre indossare il rosso. Tante sono le scene di grande impatto visivo. Nessuna scena è volgare, specie in quelle di sesso, c'è una spiccata e bella fotografia di classe.  Almodovar vede la bellezza e la coglie come pochi altri. Il suo uso del colore, nero, rosso e giallo, sono per coincidenza i colori della bandiera spagnola?? La scena di apertura con Penelope Cruz è superba, un parto in un autobus di linea urbana. La violenza è ridotta al minimo, ma c'è tanta umanità e sensualità. E' una gioia per gli occhi. 

 

Ma ribadisco con enfasi, il film merita: conflitti tra amore e lussuria, sensi di colpa e innocenza, amore e comprensione, fiducia e controllo, una vecchia, tetra e cinica polizia di stato figlia del franchismo e una Spagna coraggiosa, schietta e contemporanea ... tutti fusi in un cuore palpitante, in un colorato thriller romantico. Forse è il film meno appariscente, ma il più accessibile e godibile di Almodovar. 

 

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