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Henry - Pioggia di sangue

Regia di John McNaughton vedi scheda film

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La recensione su Henry - Pioggia di sangue

di YellowBastard
7 stelle

Henry lee Lucas probabilmente è considerato come il killer più sanguinario e prolifico della storia degli Stati Uniti d’America, se non del mondo. Malgrado gli siano stati riconosciuto “solo” 11 omicidi si è detto responsabile di più di duecento commessi negli anni in più di venti stati americani, numero difficilmente verificabile anche per la stessa natura mitomane del personaggio.

 

HENRY: PORTRAIT OF A SERIAL KILLER | Offscreen

 

L’aspirante regista John McNaughton, classe 1949, lavorava per la televisione a Chicago quando gli venne commissionata la realizzazione di un horror a basso costo e fu per puro caso che finì per visionare sul luogo di lavoro una video cassetta che raccontava le gesta del pluriomicida Henry Lee Lucas e ne restò impressionato a tal punto (soprattutto per la discontinuità delle sue confessioni che lo portò a raccontare la stessa storia in modi spesso differenti) da trarne ispirazione per mettere in scena quella di un serial killer che uccide per il semplice gusto di uccidere.

 

Realizzato con un registro piatto, documentaristico, alquanto pedestrermente e con un fotografia volutamente brutta anche a causa di un budget ridottissimo di appena 110.000 dollari, di fatto girato in 16 millimetri e successivamente “gonfiato” a 35 dai produttori per il suo successivo passaggio in sala, il suo Henry - Portrait of a serial-killer fu realizzato nel 1986 ma rimase nel limbo della distribuzione per più di quattro anni in quanto, data la natura di un soggetto che raccontava una storia (quasi) vera di violenza spaventosa con una retorica di plausibilità e di realismo insostenibile per gran parte del pubblico, faticò enormemente a trovare una qualsiasi distribuzione cinematografica, che arrivò soltanto nel 1990 (ed è curioso che, appena un anno dopo, un film come Il silenzio degli innocenti trovò invece il successo, prestigio e considerazione pressoché unanime oltre all’Oscar raccontando, seppur in modo molto più hollywoodiano, qualcosa di molto simile).

Per la prima volta però una pellicola si avvicinava a un personaggio così riprovevole con una tale freddezza e senza nessuna concezione allo spettacolo, anzi spesso in modo respingente e inusuale, accompagnato da un modello di rappresentazione gelido, asettico e privo di qualsiasi spiegazione o movente sulle sue azioni o sulle ragioni del mostro, il tutto raffigurato da una cornice squallida di decadente periferia americana in costante depressione, affettiva e morale.

 

Henry, pioggia di sangue" compie 30 anni: ecco il nuovo trailer - La  Bottega di Hamlin

 

La povertà di tecnica lascia esterrefatti dato il risultato finale, privo com'é di una vera e propria progressione drammatica ma formato piuttosto da una serie di immagini, documentate però senza enfasi, di degenerata follia e pervase da un senso di disfacimento e di dissolutezza assoluta, il cui formato a 4/3 contribuisce ad aumentarne ancor più il senso di claustrofobia, e dove a fare davvero paura non sono certe scene di violenza ma quell’alone di vuoto esistenziale e di nichilismo che conferisce all’opera un’aurea raggelante, priva di qualsiasi speranza.

Non a caso è stato paragonato a uno snuff movie ed è lo stesso regista, in qualche modo, a legittimare tale confronto proponendolo direttamente nella pellicola, quando la coppia Henry & Otis iniziano a riprendere i propri crimini con una videocamera per poi rivederli comodamente in salotto, e ripetendone lo stesso stile documentaristico del film, in modo da rendere il tutto ancora più credibile e quindi disturbante.

 

Va dato atto che buona parte del merito è soprattutto del suo interprete, l’allora debuttate Michael Rooker (successivamente in Mississipi burning, Cliffhunger, Il respiro del diavolo, la serie TV The Walking dead e attore feticcio di James Gunn in Slither, The Belko Experiment e in Guardiani della Galassia) che risulta veramente incredibile nel ruolo dello psicopatico, tanto che il suo volto da allora verrà associato quasi istintivamente a quello dell’Assassino.

Insieme a lui, unici altri attori della pellicola, anche Tom Towles (Otis) e Tracy Arnold.

 

Henry - pioggia di sangue (1986) regia di John Mcnaughton | cinemagay.it

 

All’epoca il film divise inevitabilmente i giudizi del pubblico tra chi rimase positivamente impressionato per la lucidità e la crudezza del racconto di un tipico serial killer (tra cui Martin Scorsese che produsse il suo terzo film Lo sbirro, il Boss e la Bionda con Robert De Niro e Uma Thurman) e chi invece lo riteneva proprio per quelle stesse ragioni dannoso e pericoloso, arrivando a essere stato a lungo censurato anche in Francia mentre in Italia, giunto con notevole ritardo, è stata aggiunta una didascalia, alla fine, dove si dice che Henry è ora nella cella della morte, cercando di aggiungere un qualche lieto fine a quello originale.

Ma Henry rimane comunque una pellicola che non lascia indifferenti, e che può lasciare perplessi come anche disgustati o, forse, addirittura affascianti, ma é comunque un’opera da trattare con una cerca cautela in quanto riesce comunque a toccare in profondità nell’animo dello spettatore, e scavando là sotto non si sà mai cosa possa arrivare a smuovere.

Mezzo avvisato...

 

VOTO: 7

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