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Terminator: Destino oscuro

Regia di Tim Miller vedi scheda film

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La recensione su Terminator: Destino oscuro

di robertoleoni
6 stelle

Dopo aver visto Terminator Dark Fate è impossibile non citare il mito delle Amazzoni perché James Cameron attinge sempre ai miti e il film non è la lotta dell'uomo contro le macchine, ma la lotta delle macchine contro la donna, la lotta tra le macchine che si rigenerano contro la donna che genera e quindi è in grado di continuare la specie umana..

Nel film prodotto da Cameron gli uomini o sono cattivi o sono come birilli di un gigantesco bowling  dove si fa spesso strike fra automobili, camion, carri armati, mezzi corazzati, pick up che si rovesciano e gli uomini sono soltanto i pupazzetti che contrastano questa guerra che si svolge fra la macchina impersonata non a caso da un uomo  e queste donne che sono Amazzoni moderne, perché sono decise, determinate, coraggiose… Sono esattamente quello che le donne sono tutti i giorni  e che generalmente noi non scopriamo perché loro tendono ad abbellirsi, a coprirsi  e a nascondere questa loro determinazione con una forma di civetteria  che serve per la nostra virilità… 

Il film diretto da Tim Miller sarebbe il sesto della saga di Terminator, ma in realtà praticamente salta gli ultimi tre e si ricollega direttamente al secondo Terminator, quello in cui il nostro cyborg micidiale e indistruttibile, interpretato da Arnold Schwarzenegger, avanza in tutta la sua forza.

Lo ritroviamo come se fosse un vecchio amico obsoleto, ma ancora a Roma potremmo dire “gagliardo”, pronto ad affiancare e ad aiutare queste tre Amazzoni che combattono per difendere il mondo…

Ritroviamo anche Linda Hamilton, l'eroina dei classici Terminator invecchiata nell'aspetto, ma non certo nella determinazione e nella forza con cui manda avanti le cose. C'è una nuova amazzone perché dal futuro arriva un nuovo cyborg che in realtà però è una donna.

E c'è anche una nota politica molto importante perché la terza protagonista, quella che deve essere protetta per salvare il mondo è una ragazza messicana. Quindi, in questo momento, con tutte le polemiche del muro del Messico, che a portare la salvezza dell’umanità sia una minoranza etnica è un insegnamento per tutte le minoranze etniche che cercano una vita nuova e diversa… Secondo me è anche un messaggio di grande suggestione, una di quelle famose contaminazioni che io apprezzo molto quando in un film di consumo e di avventura viene immessa una nota di civiltà, una piccola nota, ma che tuttavia è capace di essere veicolata attraverso milioni di spettatori, invece di un grande messaggio fatto nel film super impegnato che proprio per questo motivo è difficile da comprendere e qualche volta è anche noioso e quindi non ha diffusione…

 

Se vi interessa la videorecensione completa potete trovarla qui: http://bit.ly/TERMINATOR_DESTINO_OSCURO

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