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Il sapore della ciliegia

Regia di Abbas Kiarostami vedi scheda film

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La recensione su Il sapore della ciliegia

di supadany
8 stelle

VOTO : 7++.

Grande film questo di Kiarostami, probabilmente il suo migliore, visto per la prima volta quasi quindici anni fa in un cinema gremito (ah che tempi, si parla di circa 300 posti, oggi sempre vuoti in queste occasioni d’autore), e pochi giorni fa una seconda, ma la sensazione è sempre positiva, anzi forse ancora di più lo è oggi, dove il ricordo si mescola alle nuove sensazioni creando un tutt’uno particolare che cresce di efficacia.

Un uomo percorre le strade iraniane incontrando persone diverse lungo il suo tragitto facendo loro una richiesta decisamente ardua.

Lui vuole suicidarsi e cerca strenuamente di trovare qualcuno disposto a seppellirlo dopo la sua dipartita.

I primi due personaggi rifiutano, ma il terzo di presta alla sua causa ponendo comunque delle condizioni.

La storia, come da sempre accade nei film del regista iraniano, è sempre rarefatta (non c’è un vero e proprio inizio, ma qui nemmeno un vero e proprio finale consuntivo) e si assume a strumento secondario rispetto al fulcro, ovvero il suo obiettivo, che è quello di concentrarsi sullo spettatore (chiamato ad essere protagonista ed a riflettere sulla morte), e sulle sensazioni generate da un tema ben preciso che non si presta di certo ad una serie di accadimenti strutturati in rapida successione.

Ma il clima che riesce a creare è davvero suggestivo (il punto di vista proposto è laico, non si eleva la religione a dogma conclamato e ricordo che siamo in Iran), per un cinema destinato a pochi (cioè coloro che hanno la volontà di scavare e cercare significati), ma creato con un gusto alto e stratificato.

Così lo sfondo paesaggistico, ricercato con classe, balza all’occhio e richiama il legame del regista con la sua terra (mostrata sotto diverse forme a seconda delle situazioni), mentre i dialoghi sono immediati e disinvolti, nonostante il clima non sia accondiscendente.

Complessivamente si respira un’atmosfera poetica e profetica propria di un regista dall’indubbio talento, ma che sempre si arrischia con rappresentazioni non facili da rendere efficaci (e non sempre ci riesce), ma quando ci riesce regala emozioni e soprattutto spunti di riflessione, non per tutti, ma chi riesce a recepirle, gode davvero di un dono difficile da trovare in circolazione.

E questo film è quasi un dono, sicuramente un qualcosa su cui si può riflettere, e tanto.

Da premiare.

Su Abbas Kiarostami

VOTO : 7++.
Questo film è il suo capolavoro.
Regia densa, attenta ed efficace.

Su Homayon Ershadi

VOTO : 6,5.
Bella prova, il suo volto no si dimentica.

Su Safar-Ali Moradi

VOTO : 6/7.
Significativo.

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