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Dolor y gloria

Regia di Pedro Almodóvar vedi scheda film

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La recensione su Dolor y gloria

di Antisistema
8 stelle

La tavolozza variopinta di colori liquidi come se fossero mossi da una continua corrente, situati nei titoli di testa di Dolor y Gloria (2019), mette in scena l'eterno divenire dell'arte, in quanto entità dinamica come le cascate che il nostro protagonista Salvador Mallo (Antonio Banderas), acclamato regista, preferisce come elemento figurativo capace di coniugare in sè un eterno dinamismo grazie alla forza impetuosa della corrente. La fonte dell'arte e di conseguenza della vita Mallo la trova nel cinema, specie nei miti di celluloide impersonificati da due stelle Hollywoodiane; la giovane e fresca Natalie Wood dello Splendore dell'Erba di Elia Kazan (1961) e la sensuale e fiammeggiante Marylin Monroe di Niagara di Henry Hathaway (1953), due attrici che ci hanno lasciato sin troppo presto, ma grazie al cinema sono divenute icone immortali e ispiratrici per tutte le future generazioni future di attori ed attrici e di numerosi registi. 

E' una pellicola quindi dai rimandi autobiografici molto forti, dove ovviamente la figura incarnata da Banderass tende a sovrapporsi se non a coincidere totalmente con Almodovar, il quale dopo una serie di film poco riusciti secondo la critica e non esaltanti al botteghino, decide di mettere in scena il proprio 8 e 1/2, una mossa rischiosa e spesso anche autoreferenziale visto che dopo l'omonimo capolavoro di Fellini, molti registi si sono cimentati con questi testamenti autobiografici, che alla fine per il 90% finiscono per non interessare più nessuno alla lunga. 

 

Antonio Banderas, Nora Navas

Dolor y gloria (2019): Antonio Banderas, Nora Navas

 

Dolor y Gloria non aggiunge nulla di nuovo a questo filone sviluppatasi e oramai abbastanza saturo dopo oltre 50 anni; abbiamo il classico regista in crisi artistico-espressiva, il ricordo dell'infanzia tanto felice quanto forse mitizzata dal ricordo ed infine una risoluzione finale che spesso assume caratteri meta-cinematografici. Il film di Almodovar tocca tutte queste tappe, fondendo la crisi creativa con il gran numero di malattie di probabile origine psicomatica, visto che sembrano aver origine da irrisolte questioni che hanno a che fare con i rapporti con le persone da lui frequentate, come Alberto, attore con cui girò Sabor, suo primo film e con cui entrò in contrasto durante la lavorazione e sopratutto con sua madre, la morte della quale non è mai riuscito a superarla e con cui aveva diverse questioni in sospeso riguardanti soluzioni dolorose del suo passato, come lo studio in seminario ed il suo orientamento omosessuale verso il quale la donna sembrava delusa se non intimamente ostile. 

Lo scavo verso le radici della propria esistenza, dona ad Almodovar i mezzi per ricostruire la messa in scena, dapprima con un bianco brullo, corroso e sferzato dal sole cocente della sua prima casa a Patera, consistente in una sorta di caverna con una grata posta sopra di essa, dove viveva con la madre Jacinta (Penelope Cruz), per poi virare verso composizioni cromatiche a tinte forte virate sempre più sul colore rosso, con un arredamento interno ardito composto da una libreria a scaffali variabili con una grande quantità di libri di differenti argomenti, costruendo una tavolozza estetica di forte impronta pop. 

 

Penélope Cruz, Raúl Arévalo, Asier Flores

Dolor y gloria (2019): Penélope Cruz, Raúl Arévalo, Asier Flores

 

L'eroina sembra essere una soluzione per Salvador Mallo, con cui sembra trovare sollievo dai propri dolori fisici e al contempo una valida alleata per rimurginare sulle proprie esperienze passate, grazie a cui trovare un finalmente una risoluzione ai propri confltti interiori (tramite anche bagni immersivi nella memoria dell'acqua) e rinvigorire la fonte della propria ispirazione artistica che sembra oramai esauritasi da tempo. 

Antonio Banderas dopo aver dato prova di un talento recitativo mai espresso o forse danneggiato dalla troppa spazzatura Hollywoodiana a cui coscientemente ha preso parte, per poi svendersi in post pubblicitari tra galline ed uova, che gli hanno fatto perdere molta credibilità come attore. Questa pellicola quindi è l'occasione della vita che l'attore con una efficace recitazione per sottrazione e guidato dalla sapiente direzione impressa da Almodovar, sembra aver sfruttato appieno vincendo il premio come miglior attore a Cannes; se la fortuna lo assisterà potrebbe anche ottenere una nomination agli oscar come miglior attore. 

Quindi ci si trova innanzi ad una pellicola ben diretta e scritta, ma come detto sopra però anche se riesce a costruire sequenze interessante avvalendosi anche di flashback inseriti sapientemente e senza forzature nella narrazione, non presenta alcun elemento originale di innovazione rispetto ad altre opere di questo filone di opere. 

 

Antonio Banderas

Dolor y gloria (2019): Antonio Banderas

 

 

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