Espandi menu
cerca
L'agenzia dei bugiardi

Regia di Volfango De Biasi vedi scheda film

Recensioni

L'autore

mm40

mm40

Iscritto dal 30 gennaio 2007 Vai al suo profilo
  • Seguaci 139
  • Post 16
  • Recensioni 9165
  • Playlist -
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su L'agenzia dei bugiardi

di mm40
2 stelle

Fred ha un’agenzia di alibi: dietro compenso trova escamotage per salvare la faccia a chi tradisce il o la partner. Quando si innamora di Clio, Fred si trova di fronte a una situazione difficilissima: il padre della ragazza è un suo cliente. E anche Fred, in realtà, ha una tresca con un’altra. Girandola di equivoci e lieto fine.

L’agenzia dei bugiardi è un instant-remake, operazione abbastanza ardita, che vira sui toni – e sui mezzi – della commedia italiana di questi anni il film francese Alibi.com, diretto da Philippe Lacheau nel 2017 e pertanto uscito appena un anno e mezzo prima della pellicola di Volfango De Biasi. Il regista, già autore in passato di alcune opere sgangherate e di qualche sguaiato cinepanettone, riadatta qui insieme a Fabio Bonifacci la sceneggiatura originale: sulla necessità di tale operazione, è inutile nasconderlo, permangono numerose perplessità. Innanzitutto va però posta la madre di tutte le domande, e cioè: perché il cinema italiano continua a guardarsi indietro o a cercare altrove soluzioni, replicando e rimaneggiando titoli già editi? Che le idee siano finite pare in questo caso più la causa che l’effetto; L’agenzia dei bugiardi non solo è un lavoro che ben poco impressiona e raramente fa sorridere, ma per giunta – tocca constatare – non è neppure originale. L’intreccio, con la sua doverosa girandola di equivoci, è sufficientemente vivace, non però servito da un cast sempre all’altezza della situazione. Fra gli interpreti: Massimo Ghini, Giampaolo Morelli, Paolo Ruffini, Paolo Calabresi, Carla Signoris, Nicolas Vaporidis, Alessandra Mastronardi, Antonello Fassari, Raiz nei panni di uno zingaro-caricatura (funziona, come sempre sullo schermo, ma meglio nei ruoli drammatici), Giulio Golia delle Iene e Piero Pelù (gustosissimo, il suo cameo) in quelli di sé stessi, oltre a Diana Del Bufalo nella parte peggio scritta (rapper coatta, monodimensionale), che peraltro canta - brava e incolpevole - una canzone parecchio brutta sui titoli di coda. Boh! 2/10.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati